QUEL “VETRO ROTTO” CI INTERPELLA TUTTI

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Quanto accaduto sabato scorso ai “Piccoli fratelli” di Modica ci addolora. Lo scasso, il furto, la sede messa a soqquadro sono tristi già in sé, ma lo diventano ancora di più per chi con tanta dedizione sta accanto a chi fa più fatica: nel caso dei “Piccoli fratelli” insieme ai diversamente abili, ma anche collocati nel quartiere di Treppiedi Nord dove l’Associazione ha la propria sede. Siamo vicini ai “Piccoli fratelli” ma anche li ringraziamo perché ci hanno offerto, attraverso le parole del Vescovo di Agrigento e delegato regionale della Caritas Mons. Montenegro, la chiave di lettura per inserire i fatti negli orizzonti dell’impegno e della speranza: il “vetro rotto” diventa la fessura attraverso cui arrivano appelli che non sanno esprimersi se non in modo violento, ma che dimostrano l’esigenza di una relazione. E, per il quartiere, non serve solo un “contratto” che curi l’esterno ma anzitutto un “patto” che curi relazioni ed educazioni. Siamo tutti interpellati! La comunità cristiana, anzitutto: si fa qualcosa, ma non è ancora secondo la misura del cuore di Cristo.

Occorrono maggiore impegno e maggiore coralità: chi va a messa, non può poi disinteressarsi della città e dei suoi problemi, non può non stare accanto a chi soffre. Quindi è interpellata la politica: auspichiamo convergenze costruttive nel Consiglio Comunale, attraverso una sana dialettica che sappia poi trovare intese di largo respiro; chiediamo all’Amministrazione una maggiore attenzione alle politiche sociali, nella loro organizzazione, nei tempi, nell’ascolto delle sofferenze di chi fa più fatica, alle quali – a nostro parere – va data la priorità su tutto il resto. Non è secondario il ruolo dei massmedia: nell’aiutare a capire, non fermandosi per questo all’eclatante, ma dando voce ai percorsi con cui ci cerca di educare e promuovere inclusione; nel diffondere proposte e ragionamenti che facciano crescere una solidarietà diffusa. Anche le scuole potrebbero interrogarsi: troppe attività particolari prevalgono su quell’impegno ordinario che solo permette di curare le relazioni ed entro la relazione una disciplina vera e l’attenzione ai più deboli.

Il 15 settembre, anniversario del martirio di don Puglisi, rinnoveremo l’appello a un patto educativo: ci auguriamo che questo tempo di sosta che è l’estate sia al tempo stesso momento in cui non dimenticare nessuno ma anche, grazie al rallentamento delle attività, occasione per maturare pensieri più attenti al futuro della nostra città. Esso si gioca anzitutto nella sua vivibilità e nella capacità di ripristinare con creatività rapporti inclusivi ed attenzioni educative, in sintonia con il meglio della nostra tradizione e delle radici che hanno reso bello e nobile questo territorio.

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