CAPORALI E SFRUTTAMENTO SU LA 7

CAPORALI E SFRUTTAMENTO SU LA 7

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La Sorrentino, Segretaria Flai CGIL, ha delineato  con chiarezza la reale condizione di sfruttamento dei lavoratori immigrati e la distruzione del mercato legale del lavoro agricolo in tutto il Mezzogiorno.  Tale condizione, ha detto  chiaramente,  interessa sicuramente tanti altri settori e tante altre aree del Paese.   
L’abbattimento gravoso del costo del lavoro risulta ormai un fatto strutturale, diffuso, organico,  e corrisponde all’idea dominante che la crisi si supera abbassando soprattutto i salari operai.

Il fenomeno è certamente presente in larghe aree del nostro territorio e del Mezzogiorno, anche se centinaia di aziende, che hanno a cuore  l’immagine e la sostanza del loro progetto aziendale, si mantengono distanti da pratiche di sfruttamento illegale.

La Sorrentino, nel delineare le reti infami che gestiscono lo sfruttamento  del lavoro e la rapina sul salario imposto dalla rete del caporalato, apre squarci di verità anche sulla genesi delle  violenze, anche fisiche, che molte lavoratrici subiscono per effetto del “contratto “ blindato dal dominio criminale e  assoluto  a cui i caporali le sottopongono.

Molto spesso, è vero,  sono i caporali appartenenti agli stessi gruppi etnici dei lavoratori e delle lavoratrici, a gestire nelle forme di una prostituzione, organizzata a ” pacco chiuso”, lo sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici nei termini piu’ ampi e vergognosi,   facendosi essi persino carico di smistare già  in Piazza Stazione le persone provenienti da tanti Paesi dell’Est,  in arrivo su  pulman carichi  di uomini e di donne destinate al turpe mercato dello sfruttamento  salariale, ma anche fisico e sessuale.  

Ma la Sorrentino, persona perbene, non ha avuto remore nel respingere l’idea che si possa indicare in blocco  un solo punto del territorio siciliano e nazionale,  come luogo di incubazione esclusiva del fenomeno, ma ha ampliato gli ambiti territoriali e sociali di questo contagio,  diventato quasi  modo di produzione, sistema di dominio, reclutamento criminale.

 
In sostanza i caporali, per lo piu’ immigrati connessi alle reti criminali del territorio, piazzano le diverse manovalanze, patteggiando talvolta anche per le altre “prestazioni aggiuntive”.

 
La Sorrentino, ma anche l’Avv. Bongiorno, hanno entrambe, a mio avviso,  facilmente ridicolizzato gli sporchi  tentativi di qualche indegno ospite di portare il discorso solo su Vittoria. Sfuttamento e violenza arrivano ovunque. Ovvio anche a Vittoria. Ma parlare solo di Vittoria è interesse di coloro che vogliono occultare la vera natura del problema.

La rete infame dei caporali e’ forte, estesa, stravolgente.
I lavoratori, quelli provenienti dalle grande battaglie per i diritti e il lavoro, questo lo hanno capito e hanno cercato di trasmettere ai figli questo mandato: rispettare gli uomini e le donne che cercano il lavoro.

So di diversi produttori che la domenica, a casa, alla mensa domenicale, siedono a pranzo, con il loro occasionale dipendente, che si trova possibilmente lontano dalla propria famiglia:  ma sono pochi e in ogni caso essi stessi vivono la crisi come un nemico creato apposta per distruggerli.


Ecco perché, a mio modesto avviso,  le speculazioni mirate a colpire solo un territorio sono veleni di gente prezzolata.

Peggiori degli  schiavisti.

 

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