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CAPORALI E SFRUTTAMENTO SU LA 7
27 Mar 2017 14:03
La Sorrentino, Segretaria Flai CGIL, ha delineato con chiarezza la reale condizione di sfruttamento dei lavoratori immigrati e la distruzione del mercato legale del lavoro agricolo in tutto il Mezzogiorno. Tale condizione, ha detto chiaramente, interessa sicuramente tanti altri settori e tante altre aree del Paese.
L’abbattimento gravoso del costo del lavoro risulta ormai un fatto strutturale, diffuso, organico, e corrisponde all’idea dominante che la crisi si supera abbassando soprattutto i salari operai.
Il fenomeno è certamente presente in larghe aree del nostro territorio e del Mezzogiorno, anche se centinaia di aziende, che hanno a cuore l’immagine e la sostanza del loro progetto aziendale, si mantengono distanti da pratiche di sfruttamento illegale.
La Sorrentino, nel delineare le reti infami che gestiscono lo sfruttamento del lavoro e la rapina sul salario imposto dalla rete del caporalato, apre squarci di verità anche sulla genesi delle violenze, anche fisiche, che molte lavoratrici subiscono per effetto del “contratto “ blindato dal dominio criminale e assoluto a cui i caporali le sottopongono.
Molto spesso, è vero, sono i caporali appartenenti agli stessi gruppi etnici dei lavoratori e delle lavoratrici, a gestire nelle forme di una prostituzione, organizzata a ” pacco chiuso”, lo sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici nei termini piu’ ampi e vergognosi, facendosi essi persino carico di smistare già in Piazza Stazione le persone provenienti da tanti Paesi dell’Est, in arrivo su pulman carichi di uomini e di donne destinate al turpe mercato dello sfruttamento salariale, ma anche fisico e sessuale.
Ma la Sorrentino, persona perbene, non ha avuto remore nel respingere l’idea che si possa indicare in blocco un solo punto del territorio siciliano e nazionale, come luogo di incubazione esclusiva del fenomeno, ma ha ampliato gli ambiti territoriali e sociali di questo contagio, diventato quasi modo di produzione, sistema di dominio, reclutamento criminale.
In sostanza i caporali, per lo piu’ immigrati connessi alle reti criminali del territorio, piazzano le diverse manovalanze, patteggiando talvolta anche per le altre “prestazioni aggiuntive”.
La Sorrentino, ma anche l’Avv. Bongiorno, hanno entrambe, a mio avviso, facilmente ridicolizzato gli sporchi tentativi di qualche indegno ospite di portare il discorso solo su Vittoria. Sfuttamento e violenza arrivano ovunque. Ovvio anche a Vittoria. Ma parlare solo di Vittoria è interesse di coloro che vogliono occultare la vera natura del problema.
La rete infame dei caporali e’ forte, estesa, stravolgente.
I lavoratori, quelli provenienti dalle grande battaglie per i diritti e il lavoro, questo lo hanno capito e hanno cercato di trasmettere ai figli questo mandato: rispettare gli uomini e le donne che cercano il lavoro.
So di diversi produttori che la domenica, a casa, alla mensa domenicale, siedono a pranzo, con il loro occasionale dipendente, che si trova possibilmente lontano dalla propria famiglia: ma sono pochi e in ogni caso essi stessi vivono la crisi come un nemico creato apposta per distruggerli.
Ecco perché, a mio modesto avviso, le speculazioni mirate a colpire solo un territorio sono veleni di gente prezzolata.
Peggiori degli schiavisti.
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