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Scicli, un percorso per l’autonomia delle donne straniere: ora si cercano i tutor
03 Nov 2026 11:25
Autonomia femminile per donne straniere. In una Scicli antesignana nei processi di integrazione dei cittadini stranieri, avviati quarant’anni fa in un centro a Donnalucata, nasce un percorso pensato e proposto dall’associazione “Voce di Comunità”, una realtà che opera da circa un anno in città e che ha in Khaoula Khalifa e Afef Ben Rhouma le promotrici in campo. Il progetto è aperto a un gruppo di donne con background migratorio, donne che hanno la voglia di imparare e di crescere in una terra che non è la loro ma che le accoglie con i familiari.
“Ci sono donne che hanno voglia di ripartire, di imparare, di conoscere nuove persone e di conquistare, passo dopo passo, una maggiore autonomia. A volte, però, per iniziare questo percorso serve qualcuno che sappia tendere una mano, ascoltare e camminare al loro fianco – spiega Khaoula Khalifa –. Da questa consapevolezza nasce un percorso fatto di incontri, di apprendimento della lingua italiana, di conoscenza dei servizi del territorio, di informazione sui diritti, sulla scuola, sulla salute e sul lavoro. Ma soprattutto un’occasione per creare relazioni, condividere esperienze e costruire nuove possibilità”.
Come aiutare queste donne straniere? Qui entrano in gioco le persone che vivono in città e nel territorio e che sono disponibili a mettere in gioco il proprio tempo, le proprie capacità e la propria sensibilità. “Non è necessario avere tutte le risposte o competenze straordinarie. Sono importanti la disponibilità, l’empatia, la capacità di ascoltare e la voglia di imparare anche attraverso l’incontro con l’altro – precisa Afef Ben Rhouma –. Crediamo che l’autonomia non significhi semplicemente imparare una lingua o conoscere un servizio, ma anche sentirsi accolte, riconosciute e capaci di scegliere per sé stesse. Perché nessuna donna dovrebbe sentirsi sola nel proprio percorso di crescita. E perché una comunità diventa più forte quando ciascuno sceglie di fare la propria parte. Insieme possiamo trasformare la solidarietà in presenza, le parole in gesti e le opportunità in autonomia”.
Le idee ci sono, le proposte anche: ora si attendono le adesioni di chi dovrà fare da tutor per quelle donne che amano integrarsi nel territorio in cui vivono con le loro famiglie, a volte fra mille difficoltà.
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