"Vogliamo sapere oggi cosa fare per aprire. Basta". I ristoratori, gli artisti e i dipendenti protestano a Ragusa. FOTO e VIDEO - Ragusa Oggi

“Vogliamo sapere oggi cosa fare per aprire. Basta”. I ristoratori, gli artisti e i dipendenti protestano a Ragusa. FOTO e VIDEO


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Attualità
7 aprile 2021 12:20

E’ stata una manifestazione sentita e molto accorata quella che si è svolta stamani in Piazza Poste a Ragusa: hanno partecipato decine di imprenditori del settore della ristorazione, ma anche artisti, personale dipendente, imprenditori. Nata dal comitato spontaneo “Co.ri” (Comitato Ristoratori Sicilia).

Sono tante le contraddizioni di questo periodo e sono state tutte messe in luce durante il sit in di protesta: in primis, i ristori promessi e mai arrivati, o meglio, come viene specificato, “sono arrivate le briciole”.

Ai ristoratori è stato prima chiesto di chiudere, poi di riaprire adeguando i loro locali alle normative, poi di richiudere. Una situazione paradossale, che non ha nessun senso neanche sul piano razionale. E naturalmente, il pensiero va ad altre attività che invece restano aperte e applicano giustamente i protocolli: perchè allora fare due pesi e due misure?

“Abbiamo bisogno di regole certe per poter riaprire, non di ristori”, viene detto e inoltre, dal palco, viene chiarito: “Non pagheremo più un euro di tasse se non ci fanno riaprire”.

A parlare per gli artisti, Federica Bisegna della compagnia Godot: “Tutti gli spettacoli dal vivo sono stati cancellati. Cosa dobbiamo fare? Qualcuno si è posto il problema degli attori che vanno alla Caritas? E siamo nel Paese di Dante”.

Sul palco si sono susseguiti diversi interventi: le associazioni di categoria, assenti oggi e che invece sembrano essere sempre presenti per sedersi ai tavoli istituzionali, sono state citate più volte e si chiede a gran voce il loro sostegno.

I ristori, dunque, sono stati insufficienti, le politiche hanno costretto i ristoratori a spendere soldi per adeguare i loro locali ma poi sono stati chiusi…e ora? “Ora basta”, urlano a gran voce. Simone Mazzone, ha concluso: “A noi serve tornare a lavorare. Noi siamo qui per chiedere l’apertura delle nostre attività, cioè la cosa più sacra. Noi siamo gente concreta. A noi non tocca capire come superare questo periodo, ma come riaprire. Se il protocollo funziona per altri, funziona anche per noi. E non possiamo rischiare di arrivare alla stagione estiva con le zone colorate”.

Alla fine della manifestazione, i manifestanti hanno consegnato un documento al Prefetto di Ragusa, Filippina Cocuzza.

 


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