Allarme per il Cimitero di Modica. Il Comitato: “Non spegnete quel lumino di speranza”

“Non spegnete quel lumino”. È un appello accorato, ma anche una denuncia politica e amministrativa, quello lanciato dal Comitato Pro-Cimitero Storico di Modica guidato da Piergiorgio Barone sulla vicenda delle edicole funerarie sociali transennate e a rischio crollo nei cimiteri della G. Di Vittorio e del SS. Sacramento.

Al centro delle preoccupazioni del Comitato c’è soprattutto il rallentamento dell’iter che avrebbe dovuto portare alla redazione del progetto di massima e soprattutto all’atteso incontro con il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani per discutere del finanziamento necessario alla messa in sicurezza delle strutture.

Secondo quanto ricostruito dal Comitato, durante il tavolo tecnico del 20 aprile scorso – alla presenza della sindaca Maria Monisteri, dell’assessore ai Servizi cimiteriali Saro Viola, della presidente del Consiglio comunale Maria Cristina Minardo, dell’assessore Armenia e dell’onorevole Nello Di Pasquale – era stato presentato il “Documento di fattibilità delle alternative progettuali”, completo di documentazione fotografica, computo metrico e stima dei costi per circa 1 milione e 720 mila euro.

In quell’occasione, riferisce il Comitato, si sarebbe concordato all’unanimità un secondo passaggio ritenuto fondamentale: la redazione, entro pochi giorni, di un progetto di massima da portare in Regione insieme alla richiesta di finanziamento. Parallelamente, era stata condivisa anche la necessità di fissare un incontro a Palermo con il presidente Schifani, approfittando delle variazioni di bilancio regionale in corso.

Ma a quasi tre settimane di distanza, il quadro appare completamente cambiato. Il Comitato sostiene infatti che la sindaca avrebbe comunicato l’impossibilità per l’Ufficio tecnico comunale di redigere il progetto di massima, spiegando che sarebbe necessario affidare l’incarico a un professionista esterno, con un costo aggiuntivo di circa 20 mila euro e tempi stimati tra uno e due mesi. Costi che, secondo quanto riferito, il Comune in dissesto faticherebbe a sostenere.

A preoccupare maggiormente, però, è il mancato appuntamento con il governatore siciliano. “Per l’appuntamento neanche a parlarne”, scrive il Comitato, che parla apertamente di “stranezza”, sottolineando come Schifani continui a ricevere altre delegazioni mentre da Modica non sarebbe ancora arrivato alcun incontro ufficiale.

Da qui il timore che tutto possa arenarsi ancora una volta. Il rischio, secondo il Comitato, è che “quel lumicino di speranza” acceso nelle ultime settimane finisca per spegnersi lentamente e che del cimitero si torni a parlare soltanto il prossimo 2 novembre, in occasione della commemorazione dei defunti.

Una preoccupazione resa ancora più forte dagli episodi registrati proprio negli ultimi giorni nel cimitero antico, dove il crollo di una tomba ha lasciato resti umani visibili, suscitando indignazione e sgomento tra i cittadini. Una situazione che ha riportato drammaticamente l’attenzione sulle condizioni di degrado e precarietà in cui versa una parte importante del patrimonio cimiteriale modicano.

Il Comitato chiede adesso chiarezza, tempi certi e aggiornamenti costanti da parte dell’amministrazione comunale, affinché le promesse fatte durante il tavolo tecnico non restino soltanto parole.

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