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VITTORIA: TRAGEDIA ANNUNCIATA DI CARLO CHE VIVEVA IN PIAZZA DEL POPOLO
16 Ago 2013 18:39
Una tragedia annunciata quella di ieri di un signore lasciato solo nella sua solitudine forse voluta, forse no. Questo signore di nome Carlo a quarantasette anni aveva deciso che quello doveva essere il suo destino: dormire in Piazza del Popolo a Vittoria senza acqua né cibo, né alcuna possibilità di lavarsi. Quella era la sua volontà perché, non ne conosciamo il motivo. Si è lasciato morire nelle sue sofferenze. Perché, me lo chiedo costantemente in queste ore. Carlo non era in sé e non voleva che qualcuno si avvicinasse a lui nonostante i tentativi delle forze dell’ordine di dissuaderlo nella sua scelta di vita. Perché probabilmente Piazza del Popolo era per lui la sua nuova casa dove dormiva, si cibava fra l’immondizia e dove sicuramente passava inosservato fra l’indifferenza di chi avrebbe dovuto e non ha voluto o potuto intervenire. Eppure tutti sapevano che Carlo stava lì e tutti lo guardavamo consapevoli che non si sarebbe fatto aiutare. I risvolti drammatici di un cinismo collettivo che non fa altro che constatare la fine di una vita umana.
In realtà una casa lui la possedeva, una dimora completamente disabitata di proprietà della madre che da tempo vive a Roma. Alcune indiscrezioni sostengono che fosse stato dichiarato incapace da un giudice. Non era un soggetto per niente facile. Si era trasferito dalla stazione ferroviaria dove é stato aggredito da extracomunitari con il tentativo di rapinarlo diverse volte, in piazza . In passato ha dormito al Pronto Soccorso di Vittoria. Ieri la morte.
Diversi gli appelli dello stesso Francesco Aiello su facebook : “L’uomo che sta in Piazza del Popolo, che dorme sdraiato a terra, che mangia tutto che trova nell’immondizia, che ancora riesce a bere, che nessuno considera. Nessuna notizia sulla vicenda dell’uomo che da 40 giorni vive, dorme, mangia e soffre in Piazza del Popolo. Non credo sia conducente questa situazione di paralisi che domina la scena. Nessuno fa niente, nessuno si muove. Io so che è un dovere delle Istituzioni intervenire, senza soluzioni preconcette. Ma neanche si può stare a guardare. Questa persona non è in sè. Non è padrona delle sue facoltà. Mangia rovistando nell’immondizia e si fa i bisogni addosso. Stasera ho visto strani movimenti attorno a lui. Gentaglia che magari si sente un gradino più su di quel poveretto. Ora basta. Le Istituzioni intervengano, prima che sia troppo tardi. Possibile che non ci siano alternative al TSO ? Questo lo decidano i medici, le strutture sanitarie. Ma finisca questo incredibile gioco allo scaricabarile. Possibile che in questa città il luogo delle decisioni si sia liquefatto, per viltà, per indolenza, per cinismo?”
Carlo non c’è più e non possiamo immaginare le sue sofferenze, le sue emozioni, le sue sensazioni. Carlo non voleva che nessuno invadesse i suoi spazi, che qualcuno interferisse nel suo mondo. Il mondo misterioso dell’inconscio che ha preannunciato e destinato la fine della sua esistenza.
Cinzia La Greca
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