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Monopattini che passione! Lasciati perfino al centro di un incrocio. Crescono le lamentele
03 Mag 2026 17:09
A Ragusa la mobilità elettrica in sharing torna al centro del dibattito cittadino, ma non per i risultati attesi. Negli ultimi mesi, infatti, cresce il malcontento tra residenti e utenti per una gestione del servizio non proprio perfetta. Stiamo parlando del servizio attivato a seguito della manifestazione d’interesse pubblica.
L’episodio che ha fatto discutere nelle ultime ore è emblematico: alcuni monopattini elettrici sono stati lasciati addirittura al centro di un incrocio, creando potenziali rischi per la circolazione e suscitando indignazione tra i cittadini. Ma si tratta solo dell’ultimo caso di una lunga serie di segnalazioni.
Da tempo, infatti, si registrano mezzi abbandonati sui marciapiedi, parcheggiati in modo disordinato o lasciati per giorni negli stessi punti, spesso ostruendo passaggi pedonali e accessi a edifici. Una situazione che incide non solo sul decoro urbano, ma anche sulla sicurezza e sulla fruibilità degli spazi pubblici.
Il nodo centrale resta quello del mancato riposizionamento dei mezzi, attività fondamentale per garantire l’efficienza di un servizio di sharing mobility. Senza una gestione dinamica della distribuzione, il sistema perde equilibrio e utilità, rendendo difficile per gli utenti trovare i mezzi dove servono davvero.
A preoccupare è anche la difficoltà nel contattare l’operatore. Numerose segnalazioni parlano di risposte tardive. Un vuoto comunicativo che alimenta ulteriormente il senso di disservizio.
Eppure, in passato il servizio sembrava funzionare diversamente. Quando era gestito da un operatore locale, secondo molti utenti, garantiva maggiore ordine e integrazione con il tessuto urbano, senza particolari criticità o disagi diffusi.
Oggi, invece, le domande si moltiplicano: cosa è cambiato? Si tratta di un problema organizzativo o di controlli insufficienti anche rispetto a quanto previsto in appalto? E soprattutto, chi interviene per ristabilire standard adeguati? Molti dei comportamenti errati, se non la totalità, sono causati da fruitori indisciplinati ma questo non può diventare una giustificazione sia perché l’operatore deve intervenire per risistemare opportunamente i mezzi e sia perché anche gli indisciplinati devono essere richiamati opportunamente visto che tra l’altro sono tracciati dall’applicazione.
Il malcontento cresce, mentre si attende una presa di posizione chiara e azioni concrete. Perché la mobilità sostenibile, per essere davvero tale, deve coniugare innovazione e qualità. In caso contrario, rischia di trasformarsi da opportunità a problema quotidiano.

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