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La “battaglia” di Frigintini che cambiò i confini territoriali: storia di una conquista popolare
02 Mag 2026 11:29
Una storia di determinazione, partecipazione e identità territoriale. È quella raccontata nel corso dell’incontro promosso dall’Unitre a Modica, che ha riportato alla luce una delle pagine più significative della storia locale: la lunga battaglia per l’aggregazione di Frigintini al Comune di Modica, sottraendola al territorio di Noto.
L’iniziativa, ospitata nei locali dell’Istituto Professionale di Stato “Principi Grimaldi”, ha catalizzato l’attenzione del pubblico del “Giovedì dell’Unitre”, offrendo un racconto dettagliato e coinvolgente delle tappe che portarono a un risultato tanto atteso quanto complesso. A intervenire sono stati Giorgio Giurdanella, Salvatore Cannata, Giuseppe Macauda e Franco Rando, ciascuno impegnato a ricostruire i momenti chiave di una vicenda che ha segnato profondamente il territorio.

Al centro della narrazione, la figura di Giovanni Rando, protagonista indiscusso di una mobilitazione popolare senza precedenti. Fu lui a promuovere una petizione che raccolse oltre 2400 firme autenticate da quattro notai: un risultato straordinario, non solo per i numeri, ma per la consapevolezza e la determinazione che ogni firma rappresentava. Una comunità intera, compatta, che chiedeva di essere ascoltata.
Accanto all’impegno popolare, fondamentale fu anche il ruolo delle istituzioni. Il sindaco di Modica dell’epoca, Gaspare Basile, guidò una strategia politica efficace, sostenuta dalla giunta e dal consiglio comunale. Determinante fu il contributo di Emanuele Sulsenti, autore del documento base, e dell’onorevole Fedele Romano, che portò la questione all’attenzione del Parlamento siciliano fino all’approvazione della legge decisiva.
Il provvedimento sancì l’aggregazione di un’ampia porzione di territorio: quasi ottomila ettari a Modica e circa mille a Ragusa, ridefinendo in modo significativo gli equilibri amministrativi della zona. A suggellare il processo fu il decreto attuativo firmato dal presidente della Regione, Franco Restivo, da sempre attento all’evoluzione della vicenda.
Non mancarono, tuttavia, ostacoli e tensioni. Il Comune di Noto si oppose con forza al provvedimento, arrivando – come ricordato durante l’incontro – a iniziative che sfociarono anche nell’arresto, poi rivelatosi ingiusto, dello stesso Giovanni Rando. Un episodio che segnò profondamente la vicenda, ma che non fermò il percorso: una volta scarcerato, Rando fu insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica e ricevette dal Comune di Modica il riconoscimento dell’Ercole di Cafeo.
A chiudere i lavori è stato Enzo Cavallo, che ha sottolineato il valore storico e strategico dell’aggregazione: il territorio acquisito rappresenta infatti circa il 28% dell’intera superficie comunale di Modica, con benefici evidenti sotto il profilo economico e amministrativo.
Ma il messaggio più forte emerso dall’incontro va oltre i numeri: è la dimostrazione che una comunità unita, sostenuta da istituzioni e rappresentanti capaci, può davvero incidere sulle scelte politiche e cambiare il proprio destino. Una lezione ancora attuale, che parla a cittadini e amministratori di oggi.
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