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Un’aureola di fumo sulla Fornace Penna. Le fumarole colpiscono anche il versante orientale del litorale ibleo
01 Ago 2026 09:31
Un’intera notte in cui villeggianti e residenti, da Donnalucata fino ad oltre Sampieri, hanno dormito…male. Gli effetti delle fumarole a gogò che di notte agricoltori o giardinieri fai da te accendono per disfarsi degli sfalci e dei residui vegetali delle serre. E’ stata una notte da incubo: chi è in sofferenza nel respirare i fumi dell’abbruciamento dei residui vegetali ne sa qualcosa, ha avuto difficoltà a prendere sonno, ha respirato male ed ha maledetto, e non poco, questa pessima abitudine delle fumarole in piena notte in barba al divieto previsto dal codice ambientale in vigore dal 2006, quindi da vent’anni, che configura il reato di smaltimento illecito di rifiuti. Gli effetti del fumo si sono visti anche sul cielo dell’ex Fornace Penna creando un’aureola densa di fumo che, pian piano, è stata ridotta dalla breccia marina.
Le denunce che, nelle ultime settimane, hanno interessato l’area dell’ipparino dove le forze di polizia hanno individuato postazioni ed autori delle fumarole, non stanno impensierendo le persone.
Dalla zona di Micenci est a Donnalucata per continuare a Pezza Filippa e Spinasanta e successivamente oltre Cava d’Aliga fino ad arrivare a Sampieri la notte appena trascorsa ha visto il fenomeno presentarsi nella sua drammaticità. Da qui l’appello a controlli serrati sul litorale della fascia trasformata per fermare, o in subordine frenare, il proliferare delle fumarole in questo periodo estivo quando i terreni vengono preparati nelle nuove campagne di produzione.
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