L’Asp di Ragusa accelera le procedure dopo il furto avvenuto nella farmacia dell’ospedale “Maggiore-Baglieri” di Modica e mette in campo tutte le misure necessarie per garantire la continuità dell’assistenza ai pazienti. Questa mattina si è riunita la task force istituita dalla Direzione strategica dell’Azienda sanitaria provinciale con l’obiettivo di gestire l’emergenza, ricostruire con precisione quanto […]
Medici di base in sciopero a Ragusa, adesione al 70%: «La medicina territoriale non può più aspettare»
01 Ago 2026 09:52
È stata una giornata di forte mobilitazione per la medicina generale della provincia di Ragusa. I medici di famiglia hanno incrociato le braccia per l’intera giornata di ieri, aderendo allo sciopero proclamato dalle organizzazioni sindacali Fimmg, Fmt e Snami. Secondo le prime stime diffuse dalla categoria, circa il 70% degli ambulatori ha sospeso l’attività, un dato che testimonia il livello di preoccupazione raggiunto tra i professionisti del territorio.
La protesta si è concentrata nella mattinata con un sit-in organizzato in piazza Igea, davanti alla sede della direzione generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Ragusa. Medici arrivati da ogni area della provincia hanno voluto manifestare il disagio per una situazione che, secondo la categoria, rischia di compromettere il ruolo della medicina di base e la qualità dell’assistenza garantita ai cittadini.
Dalla burocrazia alle liste d’attesa: le criticità della medicina di famiglia
Al centro della protesta ci sono le difficoltà quotidiane affrontate dai medici di medicina generale. Durante il presidio sono emerse diverse problematiche che riguardano l’organizzazione del lavoro e il rapporto tra professionisti, Azienda sanitaria e sistema assistenziale.
Tra i principali temi sollevati ci sono il peso crescente degli adempimenti burocratici, che sottraggono tempo alla cura dei pazienti, le difficoltà legate alle liste d’attesa e la necessità di un maggiore coinvolgimento dei medici di famiglia nelle scelte organizzative della sanità provinciale.
La richiesta della categoria è quella di recuperare un modello di confronto stabile con l’Asp, basato sulla concertazione e sulla condivisione delle strategie per affrontare le nuove esigenze della popolazione.
Una protesta trasversale: in piazza medici di ogni generazione
La mobilitazione ha avuto un carattere unitario e trasversale. Al sit-in hanno partecipato professionisti con diversi percorsi lavorativi: dai giovani medici che si affacciano alla professione fino a quelli prossimi al pensionamento.
Una presenza che evidenzia come le difficoltà della medicina territoriale non siano percepite come un problema legato soltanto a una fascia generazionale, ma come una criticità strutturale dell’intero comparto.
I medici chiedono attenzione soprattutto in una fase storica in cui il ruolo dell’assistenza territoriale è diventato centrale, anche alla luce dell’aumento delle richieste di cura e della necessità di ridurre la pressione sugli ospedali.
L’Asp apre al confronto: convocato un tavolo per il 4 agosto
La giornata di protesta si è conclusa con l’apertura di un nuovo canale di dialogo. La direzione sanitaria dell’Asp di Ragusa ha annunciato la convocazione di un tavolo di confronto all’interno della Consulta dei sindaci, fissato per il prossimo 4 agosto.
L’incontro rappresenta il primo momento istituzionale dopo lo sciopero e potrebbe diventare un passaggio decisivo per affrontare le questioni sollevate dai rappresentanti dei medici di medicina generale.
Le organizzazioni sindacali hanno confermato la disponibilità a proseguire il confronto nelle sedi istituzionali, chiedendo però risposte concrete e una programmazione condivisa sulle priorità della sanità territoriale.
La medicina territoriale cerca nuove risposte
Lo sciopero dei medici di base in provincia di Ragusa ha acceso nuovamente i riflettori su un settore considerato fondamentale per il funzionamento del sistema sanitario.
La grande adesione registrata dalla categoria rappresenta un segnale chiaro: i medici chiedono condizioni organizzative migliori, meno burocrazia e un ruolo più incisivo nelle decisioni che riguardano l’assistenza ai cittadini.
© Riproduzione riservata