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Tribunale di Ragusa, si è insediato il presidente Pitarresi
21 Feb 2023 17:49
Si è insediato stamani a Ragusa il nuovo presidente del Tribunale di Ragusa, Francesco Paolo Pitarresi. Subentra, dopo venti mesi di ‘vacatio’, al presidente facente funzioni, Vincenzo Panebianco. Pitarresi, 58 anni originario di Villabate, è magistrato di settima valutazione di professionalità (procedura del Csm che con cadenza quadriennale e fino al ventottesimo anno di carriera verifica le capacità professionali). Alla cerimonia hanno presenziato il presidente della sezione civile, Massimo Pulvirenti, il giudice anziano Vincenzo Ignaccolo, il procuratore capo di Ragusa Fabio D’Anna e l’assistenza del direttore Filippo Pasqualetto. Ma hanno voluto portare il proprio saluto anche il presidente della Corte d’Appello di Catania, Filippo Pennisi, il procuratore capo presso il tribunale di Enna, Massimo Palmeri e la presidente dell’Ordine degli avvocati di Ragusa Emanuela Tumino.
Il discorso di insediamento
Unanimi gli elogi per la professionalità e lo spessore umano e professionale di Pitarresi, che nel suo discorso di insediamento ha voluto “abbandonare i toni formali per parlare con il cuore”. Onorato dell’incarico che si appresta a svolgere, Pitarresi ha voluto ringraziare i suoi predecessori, il presidente Insacco e il facente funzione, Panebianco, assieme al presidente della sezione civile Pulvirenti. “Sono stati raggiunti grandissimi risultati che non vanno dispersi – dice Pitarresi -; raccoglierò a pieno eredità e sforzi dei colleghi che mi hanno preceduto a cui chiedo di continuare aiutandomi”. Non ha tralasciato le criticità note del Tribunale di Ragusa, carichi di lavoro e alle carenze strutturali. “Chi lavora in questo palazzo ha il dovere di impegnarsi al massimo ma le condizioni di vita e lavoro devono essere tutelate al massimo”. Carenze strutturali che potrebbero essere risolte con l’acquisizione di un immobile per il quale le interlocuzioni con il Ministero sono già in stato molto più che avanzato. “Non risparmiarsi”, incita Pitarresi citano la parabola dei talenti dei Vangeli di Matteo e Luca: “Ognuno di noi ne ha; quello che si chiede è di usarli tutti e farli fruttare al meglio delle proprie possibilità. Il palazzo è casa e famiglia, luogo di accoglienza di tutti, casa comune di magistrati, avvocati, forze dell’ordine, cancellieri, di tutto personale. Ha compito di ospitare gli utenti del servizio giustizia che vengono a chiedere giustizia sia in campo penale sia civile”. Un lavoro collettivo che porti a definire Ragusa come luogo in cui “si amministra giustizia con serenità”. Il nuovo presidente del Tribunale ha poi sottolineato l’importanza del lavoro di squadra “teamwork makes the dream works”, ha detto, cioè ‘il lavoro di squadra rende un sogno possibile’ auspicando anche la continuazione di un dialogo franco e aperto con l’ufficio dei Pubblici ministeri e la classe forense.
Gli attestati di stima
“Trova un ufficio in buona forma e a pieno organico – ha detto il presidente della Corte d’Appello di Catania, Filippo Pennisi, accompagnando Pitarresi nell’insediamento – con risultati importanti sia in campo Civile, sia in campo Penale”. Più di un sorriso ha strappato la metafora calcistica del procuratore capo di Enna, Massimo Palmeri che nel sottolineare l’esperienza direttiva di Pitarresi e le qualità umane e professionali ha definito ‘l’innesto’ di Pitarresi a Ragusa “come l’acquisto di Maradona al Napoli e di Ronaldo, quello vero brasiliano, dell’Inter. La comunità ennese ve lo affida”. La presidente dell’Ordine degli Avvocati di Ragusa, Emanuela Tumino, ha puntato anch’essa sulla collaborazione e un confronto alla pari in un sistema Giustizia vicino alle esigenze e alla richiesta di giustizia dell’utenza, rimarcando però la obsolescenza delle piante organiche e il carico eccessivo di lavoro che insiste sui magistrati. C’è attesa per la nascita della “Cittadella della giustizia”; anche la recente ondata di maltempo ha creato disagi nei palazzo in cui si esercita l’azione penale e civile.
La polemica per la riforma Cartabia
Il procuratore capo di Ragusa, Fabio D’Anna accogliendo il nuovo presidente “la cui attività ha abbracciato tutte le branche della giurisdizione” ha lanciato ma forti critiche alla cosiddetta riforma Cartabia. “Il Tribunale è in buona forma – ha detto D’Anna -, non manca personale, ma siamo in un momento difficile, alle prese con nuova riforma, una delle tante riforme epocali che ci propina la politica, e della quale né noi né avvocatura ne avevamo bisogno. Ha creato e creerà dei problemi e sarà di certo oggetto di studi giuridici e interventi della Corte costituzionale. A noi che siamo gli operatori del diritto, quelli che si rimboccano le maniche e lavorano, questa riforma sta creando una serie di problemi che dovremo risolvere insieme e con la collaborazione anche dell’Avvocatura che di certo da questa riforma non esce rafforzata ma forse indebolita e svilita in quello che è il suo ruolo”. Da D’Anna il richiamo al gran lavoro svolto in collaborazione con tutte le istituzioni del territorio per arrivare alla acquisizione di una struttura importante del Ragusano in cui allocare una vera e propria cittadella giudiziaria, “percorso iniziato nel 2019 con tavolo tecnico in Prefettura e grazie all’impegno del presidente facente funzioni, Panebianco, arrivato ad uno stadio avanzato”, obiettivo da perseguire senza “campanilismi”. Il Tribunale di cui Francesco Paolo Pitarresi prende le chiavi, ha detto il direttore Filippo Pasqualetto, per capacità e professionalità “è come un treno con i8l motore di una Ferrari e la carrozzeria di una vecchia Cinquecento”, ora il lavoro per cambiare la carrozzeria e “raggiungere nuovi obiettivi”
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