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Tentato omicidio a Scicli: i fratelli Gesso a processo davanti al Gip
08 Mag 2026 09:15
In fuga dopo aver sparato a padre e figlio. Con una Croma nera, in direzione Messina erano stati intercettati, grazie alle indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Ragusa, in Campania, in una stazione di servizio a Sala Consilina. L’intervento venne posto in essere dalla Polizia Stradale allertata dai carabinieri che sospettavano che i fratelli Roberto e Mauro Gesso, 46 e 53 anni potessero viaggiare in direzione Salerno sull’autostrada A2 per sottrarsi dalle conseguenze di ciò che era accaduto, dandosi alla latitanza. Finì così la fuga, alle 18 del 4 giugno, dopo poco più di 24 ore da quanto avvenne a Scicli, il 3 giugno del 2023. I Gesso devono rispondere davanti al Gip presso il Tribunale di Ragusa, di duplice tentato omicidio, ricettazione, detenzione e porto abusivo di arma contraffatta; sono accusati di avere sparato a due persone, padre e figlio. Le due vittime, dopo essere state colpite nella parte alta del corpo, si erano recate in macchina alla Tenenza dei carabinieri di Scicli per cercare aiuto. Nel frattempo, i fratelli Gesso, probabilmente dopo avere abbandonato l’arma, si erano dati alla fuga. L’arma utilizzata era stata rinvenuta in una abitazione a Sampieri: un fucile a canne mozze caricato a pallini.
Avviato il processo
E’iniziato l’iter processuale. Davanti al Gip presso il Tribunale di Ragusa, i legali di Roberto Gesso, l’avvocato Giuseppe Di Stefano, e di Mauro Gesso, l’avvocato Alessandro Agnello, hanno chiesto che i due imputati vengano giudicati con il rito abbreviato subordinato all’audizione di un consulente di parte che riferirà, in particolare, sulla idoneità dell’arma utilizzata, sul munizionamento e sulla balistica.
Il movente
Secondo quanto ricostruito in fase di indagine, il movente sarebbe da ricercarsi in una sorta di vendetta per una aggressione subìta qualche mese prima da uno dei fratelli Gesso che era finito in ospedale in prognosi riservata; questo era emerso dopo gli interrogatori seguiti al fermo. La prossima udienza è stata fissata per il 24 giugno davanti al Gip Eleonora Schininà; il pm titolare dell’inchiesta è il sostituto procuratore Santo Fornasier.
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