La “guerra dell’acqua” a Vittoria: il comune contesta tariffe e mancata erogazione. E accumula un debito di 9 milioni

Torna la battaglia dell’acqua a Vittoria. Il sindaco Francesco Aiello minaccia di occupare da venerdì il “partitore” di madonna della Salute.

Il sindaco protesta perché – a suo dire – Sicilia Acque che gestisce le risorse idriche destinate al comune di Vittoria, avrebbe dimezzato la fornitura. Aiello protesta e si rivolge al Prefetto e alla Procura della Repubblica. Da venerdì – se non ci saranno fatti nuovi – dovrebbe occupare il “partitore”.

Aiello si era recato ieri agli impianti di Madonna della Salute, ma non gli è stato permesso di entrare. Gli impiegati hanno spiegato che non si può entrare senza autorizzazione per motivi di sicurezza. Aiello non ci sta e annuncia la mobilitazione dei sindaci contro Sicilia Acque e contro il socio privato Italgas. Con il tono colorito che lo contraddistingue annuncia: “I padroni del vapore non passeranno”.

E sui social scatena una vera e propria battaglia con alcuni post a ripetizione. “Sicilia Acque crede di essere padrona dell’acqua e dei territori serviti – continua il primo cittadino – Ci sono regole precise che vanno rispettate. I Comuni siciliani sono dati in pasto a Italgas, socio privato di Sicilia Acque”.

Sullo sfondo un’altra vicenda: ls sostituzione dei contatori presso l’impianto di Madonna della Salute, gestito da Sicilia Acque, , società che gestisce il servizio idrico di sovrambito. Un’operazione che dovrebbe essere di routine, ma che Aiello vuole impedire. “La Camera di Commercio deve presenziare e deve essere informata almeno sette giorni prima, prima di toccare un misuratore. Sicilia Acque, erede dell’Eas, attacca i Comuni siciliani con l’aria e la spinta del comando rinforzato di una struttura pubblica regionale comandata a bacchetta da Italgas. Vogliono sostituire i contatori che non funzionano senza spiegare perchè e dando conto al Comune che dovrebbe pagare con ii conti fatti con misuratori scassati. Chiediamo, e non ci piegheremo, il rispetto delle norme di legge, e del carattere pubblico delle problematiche emerse. L’Acqua è dei Siciliani. Vogliono il potere assoluto e giocarsela in piena crisi per vendersela a chi paga di più.

In serata arriva la replica di Sicilia Acque: L’azienda accusa il comune di voler impedire la sostituzione dei misuratori, un’operazione di routine che viene effettuata periodicamente per garantire la regolarità della misurazione

“Il Comune di Vittoria ha impedito, con diffide e opposizioni reiterate-si legge nella nota di replica di Sicilia Acque – la sostituzione periodica dei contatori presso l’impianto di Madonna della Salute. L’intervento, programmato sin dal gennaio 2026 e comunicato con regolare preavviso, non ha potuto essere eseguito a causa dell’ostruzionismo dell’amministrazione comunale, nonostante la piena disponibilità di Siciliacque a operare in contraddittorio. Ne sono conseguiti mesi di rinvii ingiustificati su un’operazione di ordinaria manutenzione”.

Siciliacque stigmatizza l’accaduto e richiama il sindaco di Vittoria “al rispetto delle regole di accesso e delle norme di sicurezza degli impianti in esercizio. Le operazioni di sostituzione dei misuratori si svolgeranno domani alle ore 9, come già formalmente comunicato al Comune”.

Da tempo, Siciliacque e il comune di Vittoria combattono una battaglia sulle tariffe, soprattutto sui costi dell’acqua in più rispetto a quella emunta dai pozzi comunali e per la quale si applica una tariffa superiore che il comune ha cointestato. Recentemente, una sentenza della Corte d’Appello di Catania ha condannato il comune di Vittoria a pagare 650.000 euro di arretrati.

“La Corte d’Appello di Catania – spiegano i responsabili di Sicilia Acque – ha recentemente condannato il Comune di Vittoria al pagamento di oltre 650.000 euro, oltre Iva e interessi, riconoscendo la piena legittimità delle tariffe applicate da Siciliacque e confermando la distinzione tra le diverse prestazioni rese nell’ambito del sistema acquedottistico Vittoria-Gela. Nonostante la pronuncia giudiziale, però, il Comune persiste nel disconoscere la tariffa idrica stabilita dall’Arera, accumulando un debito nei confronti di Siciliacque oggi superiore a 9 milioni di euro per il servizio di fornitura idrica all’ingrosso già prestato”.

Nove milioni di euro non sono una bazzecola. E anche su questo fronte rischia di innescarsi una nuova vicenda giudiziaria perché Sicilia acque si rivolgerà al tribunale.

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