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Lo Stato italiano dovrà risarcire l’ex sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia: “L’indagine Exit Poll e l’arresto furono un errore”
08 Mag 2026 08:49
Lo Stato italiano dovrà risarcire l’ex sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia per l’ingiusta detenzione del 2018. A pagare sarà il Ministero delle Finanze. Dieci anni fa, poco dopo lo scioglimento del consiglio comunale di Vittoria, che mandò a casa anzitempo, in maniera immotivata, il sindaco del tempo Giovanni Moscato, l’inchiesta che scaturì dallo scioglimento, determinata Exit Poll, portò all’arresto (con la detenzione domiciliare) di Giuseppe Nicosia, che era stato sindaco per dieci anni fino al 2016 e del fratello Fabio, già consigliere provinciale e poi consigliere comunale.
Un altro tassello di giustizia e di verità si aggiunge alla vicenda dell’errata indagine Exit pool” scrive Nicosia – che dopo il periodo della politica attiva si è dedicato all’attività professionale e, da imputato, ha affrontato tutti i processi seguiti all’inchiesta, ottenendo una piena assoluzione che ha dimostrato quanto fossero errati i presupposti dell’inchiesta che – tra l’altro – erano anche alla base dello scioglimento.
La Corte di Appello di Catania, con provvedimenti n.18 e n. 20 del 4.5.26 ha condannato il Ministero dell’Economia e Finanze a indennizzare l’ex sindaco e il fratello Fabio per l’ingiusta ed errata misura cautelare dei domiciliari, condannandolo anche alle spese legali dei due procedimenti.
Le motivazioni della Corte d’Appello etnea sono rilevanti – spiega Nicosia – viene evidenziata l’ingiustizia palese del provvedimento cautelare, da cui deriva un risarcimento del danno da riconoscersi con altro procedimento (responsabilità civile per errore giudiziario)”. Inoltre, i giudici hanno spiegato che visto il ruolo istituzionale ricoperto da Nicosia e la sua immagine pubblica di paladino dell’antimafia, la diffusione della notizia ha inciso in maniera negativa sulla pubblica percezione della sua figura, di fatto danneggiandone la reputazione. Questo aumenta l’entità del danno arrecato. L’indennizzo- visto la particolarità del caso, sarà maggiore e si può già quantificare in una misura doppia rispetto alla quota giornaliera prevista e quasi al quintuplo di quella prevista per i domiciliari”.
Analogo provvedimento seppur con diversa personalizzazione è stato riconosciuto in favore di Fabio Nicosia.
L‘ennesima sentenza (in precedenza sui erano pronunciati vari tribunali compreso, su alcune fattispecie, la Corte di Cassazione “attesta – sottolinea Nicosia – che l’indagine Exit Pool fu un grossolano e macroscopico errore giudiziario e che né le persone coinvolte, né la città di Vittoria, meritavano le conseguenze negative di quell’infondata indagine”.
Nicosia, pur avendo ottenuto varie sentenze positive, non si ferma qui. Inizierà una nuova azione legale per chiedere che venga riconosciuto l’errore della magistratura “nella speranza che prima o poi anche la città venga riconosciuta vittima di un ingiustificabile scioglimento e commissariamento”.
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