STARTSCICLI CONTRO LA POSSIBILE CHIUSURA DELL’OSPEDALE BUSACCA DI SCICLI

STARTSCICLI CONTRO LA POSSIBILE CHIUSURA DELL’OSPEDALE BUSACCA DI SCICLI

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Sono giorni nei quali la positiva notizia relativa al bando per la gestione e l’avvio della piscina riabilitativa dell’Ospedale Busacca di Scicli si scontra con le polemiche scatenate dall’intervento di Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute, sulla sorte dell’ospedale stesso. Il Ministero della salute e il Ministero dell’Economia hanno infatti bocciato il Piano della Rete Ospedaliera messo a punto da Lucia Borsellino e approvato nel gennaio 2015 e che prevedeva la formazione degli Ospedali Riuniti, nel caso ragusano: Modica-Scicli e Vittoria-Comiso. Per delle criticità riscontrate nel piano della Sanità Regionale, la Lorenzin ha affermato che finiranno sotto la scure i piccoli ospedali tra cui quello di Scicli. La bocciatura rischia inoltre di far saltare in aria il progetto di cinquemila assunzioni a concorso. È naturale che, la chiusura di un ospedale che per anni è stato fiore all’occhiello della sanità provinciale e regionale indigna l’intera città che dice: NO alla chiusura. Inoltre, i membri di StartScicli sottolineano che; l’opera di disfacimento dell’ospedale Busacca di Scicli è iniziata circa 7/8 anni fa quando, a piccoli passi e talvolta in sordina, sono stati avviati i trasferimenti di medici, sono stati ridotti i posti letto e chiusi interi reparti; quindi ancora prima si è messo mano al Piano regionale che avrebbe potuto portare all’accorpamento di presidi ospedalieri come quello degli Ospedali Riuniti Modica-Scicli. Fu così che venne dimezzato il reparto di cardiologia che oggi, addirittura, conta la presenza di un solo medico. L’ ortopedia, un reparto molto efficiente e che faceva numeri da Policlinico. Inizialmente furono ridotti i posti letto, successivamente si  trasformò  in un ambulatorio, successivamente venne dismesso. Oggi per una consulenza in materia di ortopedia (anche un semplice consulto per una distorsione) il presidio più vicino al quale rivolgersi è Modica. La chirurgia, che fino a due anni fa, secondo uno studio condotta dal CUTASS, risultava essere il primo reparto in provincia per numero e complessità di interventi di chirurgia biliare,  oggi può occuparsi solo di piccoli interventi in Day Hospital e Day Surgery e ha visto diminuire il numero di posti letto drasticamente negli anni scorsi, sino ad arrivare alla quasi totale inattività. Inoltre la realizzazione del nuovo Padiglione, quello adiacente al Pronto Soccorso, aveva come obiettivo quello di consentire l’accesso alla Radiologia dal Pronto Soccorso senza passare all’esterno. Oggi se piove o se ci sono delle condizioni che sconsigliano un passaggio esterno per andare in radiologia, è necessario uscire fuori dal Pronto Soccorso.  I membri di Start Scicli si chiedono come mai sono stati investite somme così ingenti per migliorare una struttura che, già da qualche anno si sapeva destinata alla chiusura? Dove erano allora i nostri deputati che avrebbero dovuto vigilare sull’impiego delle somme destinate e pretendere che lo fossero per un miglioramento dei servizi non per la realizzazione delle ennesime cattedrali nel deserto o per il progressivo depauperamento dell’Ospedale Busacca? “StartScicli appartiene ad una generazione disillusa e poco disposta a “mangiare la foglia” e senza ricorrere a demagogia e indignazione da manuale, siamo fermamente convinti che la battaglia per evitare il disfacimento dell’Ospedale di Scicli doveva cominciare ben prima, 4 o 5 anni fa quando si diede l’avvio alla prima smobilitazione dei posti letto. Disillusi ma non disfattisti. La convocazione di assemblee pubbliche dove si sollecita la cittadinanza ad una lotta, in una battaglia già persa in partenza sembra, ed è l’ennesima convocazione strumentale. Riteniamo però che ci siano delle soluzioni possibili, o almeno ipotizzabili, solo  se ci sarà la volontà amministrativa prima, e politica poi, di garantire un diritto imprescindibile per la cittadinanza e per i paesi limitrofi. Le soluzioni riguardano il potenziamento ed efficiente mantenimento dei presidi territoriali di assistenza (PTA) che ogni cittadino ha il diritto di utilizzare insieme a quelli così detti di Emergenza Urgenza i quali prevedono degli ambulatori del SSN che siano la diretta emanazione del Pronto Soccorso. Nello stesso tempo stiamo parlando di un potenziamento del Pronto Soccorso sciclitano rendendolo autonomo dal PS dell’ospedale Maggiore di Modica e al quale bisognerebbe affiancare traumatologia ortopedica, chirurgica e medicina interna. La rete ambulatoriale consentirebbe il trattamento di emergenze in loco senza la oramai rituale spedizione del paziente a Modica dove tra l’altro per un codice Bianco o Verde ci sono periodi di attesa da 4 a 6 ore e il personale infermieristico e paramedico non riesce a gestire un bacino d’utenza che comprende anche Scicli poiché il Piano Nazionale, se ha ridotto in altre sedi, non ha potenziato un Ospedale nevralgico come il Maggiore”.

 

 

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