SFIGMO E FONENDO

La rinite allergica costituisce una patologia più frequente di quanto si pensi ; viene spesso  sottovalutata specie se si considera l’influenza che la r.a può avere nell’insorgenza e nel peggioramento dell’asma. La r.a infatti determina un’infiammazione della mucosa nasale che può interessare sia in concomitanza che in successione anche la mucosa bronchiale,determinando quella “ipereattività” bronchiale cioè quella eccessiva “reattività” della mucosa bronchiale che è il tratto caratteristico, la peculiarità di fondo dell’asma.

Questo perché le vie respiratorie sono solo convenzionalmente, didatticamente suddivise in vie aeree superiori e vie aeree inferiori, rappresentando in realtà un “unicum” fisiologico; la r.a e l’asma insorgono spesso in contemporanea e l’80% degli asmatici sono anche rinitici, anche se non è certo se la rinite debba per forza evolvere in asma.

Di certo la r.a degli asmatici è più grave che nei non asmatici e la stessa rinite aggrava la qualità della vita, già non brillante, degli asmatici; è un problema sanitario globale che interessa dal 10% al 40% della popolazione generale, è in costante aumento con costi socio-sanitari rilevanti, capace di influenzare le prestazioni scolastiche e lavorative di chi ne è affetto. Trattando la r.a migliora anche l’asma e questo perché le patologie sono sostenute da un processo infiammatorio comune alle vie aeree in toto.

Tra i presidi sanitari di fondo per il trattamento della r.a ci sono gli antistaminici e i cortisonici per via inalatoria; molto utile, anche se ancora off-label cioè al di fuori delle indicazioni terapeutiche prescritte nei “bugiardini”, è anche il ricorso al montelukast , un antinfiammatorio di fondo, non cortisonico, molto sicuro ed efficace se usato con continuità, specie in quei soggetti cui non basta l’antistaminico e lo spray e che magari presentano sintomi asmatici o “pre-asmatici” quali la tosse secca e stizzosa. E’ ovvio che se c’è anche l’asma la terapia va integrata con i broncodilatatori singoli od in associazione al cortisone, per via inalatoria cioè i famosi “spruzzi”.

Un cenno importante merita anche il cosiddetto vaccino “antiallergico” più correttamente definito immunoterapia desensibilizzante specifica; il “vaccino” è l’unico presidio che agisce sull’evoluzione della patologia allergica cioè è l’unico presidio che può evitare o ridurre il passaggio dalla rinite all’asma, in specie se ben gestito e correttamente prescritto dopo aver interpretato il risultato dei test allergici. Il suo compito non è arrivare alla guarigione (che può esserci ma non è detto che ci sia)ma è quello di ridurre l’intensità e la durata dei sintomi, di ridurre il ricorso ai farmaci sintomatici ed appunto di evitare il passaggio da rinite ad asma; deve essere fatto per almeno 3-5 anni, a seconda della modalità di somministrazione (orale in gocce o compresse o per via sottocutanea) e può comunque essere associato alla terapia medica tradizionale.

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it