Incarichi a tre specialisti in pensione: Sallemi per l'Ortopedia del Guzzardi di Vittoria, Tumino per la Pediatria e Milardi per Anestesia e Rianimazione, fino al 31 dicembre 2026.
SEMBRA FACILE
28 Apr 2017 09:38
Nella sostanza tutte le liti interne al Pd hanno fatto avverare quegli accadimenti che i puri della politica ritenevano per come non dovessero verificarsi. Al Governo Gentiloni, nato dopo le dimissioni di Renzi, si intendeva assegnare una vita breve con possibili elezioni addirittura nel mese di giugno ritenendosi del tutto inqualificabile la sottesa speranza di quanti avrebbero potuto percepire nel tempo previsto un pensione solo dopo essere stati in carica, come parlamentari per almeno 5 anni, vale a dir fino al 15 settembre di quest’anno.
Le cose sono andate diversamente sia per le diatribe all’interno del Pd che è stata talmente pesante da obbligare quella parte, per così dire “rivoltosa”, a dare vita ad una formazione politica con un proprio nome ed a concorrere con aperto contrasto interno alla nomina del segretario politico con le primarie, aperte anche a non iscritti, che si terranno fra qualche giorno. In buona sostanza si andrà alle urne il prossimo anno dopo aver approvato da parte del governo la legge per l’elezione dei parlamentari che, per le motivazioni suddette, è stata posta in secondo piano.
La nuova legge non potrà prevedere il ballottaggio fra i partiti che hanno raggiunto una prevista percentuale di consensi ed allo stato, almeno secondo i sondaggi , ancora non sono chiari ed evidenti i possibili aggregamenti per contrastare quell’altra formazione che, sempre per i sondaggi, non avrebbe bisogno di allearsi con altri partiti potendo da sola raggiungere il primato e quindi il governo del Paese. Infatti, sempre secondo i sondaggi, quella parte del pd che ora si chiama MDP attrarrebbe un percentuale di voti non inferiore al 4% che porrebbe il partito con molto probabile segretario Renzi al secondo posto rispetto alle 5 stelle.
Ma sta proprio qui il nodo centrale del problema per chi è chiamato, dopo le elezioni, democraticamente a governare una comunità come la nostra che è per storiche e congiunturali motivazioni un paese di cui per come avviene per altri a stento non tutti sanno quale sia la sua capitale.
In atto, almeno per ora, facciamo parte dell’Unione Europea e la nostra economia finanziaria statale deve rispettare i parametri europei peraltro molti rigidi, tant’è, per come è accaduto nel recente passato, le opposizioni politiche molto spesso consigliano, in realtà con poco amore, il governante di turno a sbattere i pugni sul tavolo europeo per far vale talune posizioni finanziarie nazionali.
Abbiamo il primato, per così dire, di avere il terzo debito pubblico di oltre duemila miliardi di euro e temiamo giustamente l’aumento percentuale dello spread che si ripercuote in corrispondente aumento degli interessi che bisogna pagare ai titolari del debito pubblico. E’ questo solo un aspetto, sia pure molto importante per i suoi riflessi sulla nostra vita nazionale, che qualsiasi governante deve tener bene in mente se gli iene affidato la direzione del governo statale. Polemizzare stando all’opposizione consente anche la proposizione di benefici nazionali o categoriali di immediata comprensibilità popolare e in talune circostanze si enfatizzano solo i presunti benefici rispetto alle obbligatorie ricerche dei necessari finanziamenti e ciò anche perché si è proprio affievolita di troppo la differenza vitale fra bene essenziale e bene voluttuario.
Un mio amico, sia pure in tono scherzoso, mi rappresentava la sua intenzione di comprarsi una gonna e lasciare a casa i pantaloni stante a suo dire che nel corso di una passeggiata in città su 100 donne incontrate solo 2 indossavano la gonna e non aveva pure incontrato una ragazza con i pantaloni non lacerati.
Governare un Paese come il nostro è di una difficoltà estrema e un governante anche se alla fine del suo mandato è considerato di valore avrà potuto solo in minima parte affrontare e risolvere i problemi nazionali che sono sempre costanti e insorgenti giorno dopo giorno.
Politicus
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