Scontro aperto su fondi migranti: on. Campo smentisce Ammatuna ma la matematica non è un’opinione. Ecco come stanno davvero le cose

Si inasprisce la polemica sui fondi regionali destinati ai Comuni siciliani impegnati nella gestione dei flussi migratori. Dopo l’intervento della deputata regionale del M5S Stefania Campo, seguito all’allarme lanciato dal sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, che rassicura su “nessuna esclusione” per Pozzallo, appare necessario riflettere su norme e numeri.

Il nodo della questione sta nei commi 11 e 12 dell’articolo 11 della legge regionale 1 del 2026. Due norme che, lette insieme, evidenziano una disparità evidente. Il comma 11 prevede un fondo da 3 milioni di euro da dividere tra 12 Comuni, tra cui anche Pozzallo, in base all’impatto del fenomeno migratorio. Il risultato? Per realtà in prima linea come Pozzallo, la quota si riduce a circa 200 mila euro.

Diverso, invece, il caso del comma 12, che stanzia 1,5 milioni di euro per appena quattro Comuni – tra cui Favignana – destinati ad attività di promozione turistica per mitigare gli effetti degli sbarchi. Qui le cifre cambiano drasticamente: circa 375 mila euro a Comune, che sommati ai contributi ottenuti già grazie al comma 11 potranno arrivare a quasi 600 mila euro!

È proprio questo il punto che fa esplodere la polemica: alcuni territori che non registrano sbarchi da anni risultano inseriti in entrambi i commi e beneficeranno complessivamente di somme ben più consistenti. Al contrario, Pozzallo – uno dei principali punti di approdo in Italia – si trova a dover dividere risorse inferiori con molti più enti.

Una sproporzione che viene definita “enorme” e che alimenta il malcontento del sindaco di Pozzallo, già autore di una dura lettera alla Regione. Per Ammatuna, si tratta di un sistema “senza senso e ingiusto”, che finisce per penalizzare proprio chi sostiene il peso maggiore dell’accoglienza.

Le parole della deputata Campo, che ha rivendicato la presenza di Pozzallo nel comma 11 e rassicurato sull’arrivo delle somme, non hanno contribuito a stemperare gli animi. Anzi, vengono considerate fuori luogo rispetto al cuore del problema: non l’esclusione formale, ma la distribuzione concreta delle risorse.

Il punto, infatti, non è se Pozzallo riceverà fondi, ma quanti e in rapporto a chi. E il confronto con altri territori, come Favignana o Melilli, rende evidente – secondo l’amministrazione – una disparità difficilmente giustificabile.

La vicenda apre così un nuovo fronte politico, destinato a far discutere ancora. Sullo sfondo resta una domanda sempre più pressante: è equa una ripartizione che assegna di più a chi vive meno il fenomeno migratorio rispetto a chi lo affronta quotidianamente? La politica del territorio ibleo ha fatto abbastanza?

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