In Sicilia fine dell’assedio: riaprono i porti dopo la crisi delle merci. Ora l’incontro a Roma

La Sicilia respira, ma resta con il fiato sospeso. Dopo giorni di paralisi che hanno messo in ginocchio la logistica e alimentato il timore concreto di scaffali vuoti, il blocco dei porti commerciali è stato sospeso con effetto immediato. Una tregua che riaccende i motori dell’Isola, ma che non spegne la tensione.

A sbloccare la situazione è stata la convocazione ufficiale del Comitato Trasportatori Siciliani da parte del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. L’incontro decisivo è fissato per il 22 aprile a Roma e rappresenta l’ultima chiamata per evitare una nuova crisi.

Porti paralizzati e merci dimezzate: l’Isola sull’orlo del collasso

La protesta aveva raggiunto livelli altissimi, con adesioni fino al 90% e il traffico intermodale praticamente bloccato. Camion fermi, merci dimezzate e supermercati sotto pressione: uno scenario che ha fatto scattare l’allarme in tutta la filiera.

Il nodo resta quello dei costi insostenibili per i trasportatori: carburante alle stelle e tariffe marittime esplose, aggravate dall’impatto della normativa europea sulle emissioni (Ets), che ha portato rincari fino a 400 euro a viaggio per i mezzi pesanti.

La tregua: “Ora servono risposte concrete”

Il Comitato Trasportatori Siciliani ha annunciato la sospensione del fermo, ma senza arretrare sulle richieste:
“Confidiamo in soluzioni concrete, sia nell’immediato che nel lungo periodo”.

Il cosiddetto “cerotto” da 25 milioni predisposto dal governo regionale guidato da Renato Schifani è stato giudicato insufficiente. La categoria chiede un intervento strutturale dello Stato, anche utilizzando le risorse del fondo Ets.

Dietro le quinte: politica e grande distribuzione evitano il peggio

La sospensione del blocco è il risultato di una trattativa serrata. Il Comitato ha ringraziato apertamente il presidente dell’ARS Gaetano Galvagno, il vicepresidente Luca Sammartino, i Prefetti e la Digos per il lavoro di mediazione.

Determinante anche il ruolo della grande distribuzione. In prima linea Giovanni Arena, amministratore del Gruppo Arena e delegato Federdistribuzione, che aveva lanciato l’allarme sul rischio concreto di supermercati vuoti e rincari incontrollati.

Tregua fragile: resta lo stato di agitazione

La crisi è solo congelata. Il Comitato ha chiarito che lo stato di agitazione resta attivo fino all’esito dell’incontro romano. Se non arriveranno risposte concrete, il rischio di un nuovo stop è tutt’altro che escluso.

La palla passa ora al governo nazionale. La Sicilia osserva e aspetta: dalla riunione del 22 aprile dipende non solo la stabilità del comparto logistico, ma anche la tenuta economica e sociale dell’Isola.

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