RIQUALIFICAZIONE URBANA SOSTENIBILE DELLA VALLATA DI SANTA DOMENICA

LA VALLATA DI SANTA DOMENICA con le sue cave e fiumare è stata, nei secoli passati per la città di Ragusa, il luogo di riferimento per la vita economica. In essa infatti si svolgevano le attività agricole ed estrattive della pietra calcarea che, dopo il terremoto del 1693, si sono sviluppate in modo frenetico per permettere la ricostruzione di Ragusa e, in parte, delle città limitrofe (ad es. Noto), consentendo le particolarità plastiche e cromatiche che caratterizzano il nostro Barocco. Lo stretto rapporto di vita da sempre esistito tra le cave, le fiumare, le latomie e la gente (che da esse traeva le risorse più importanti) si interruppe con l’avvento delle società industriali e, in particolare nel dopoguerra, con il massiccio uso del cemento armato che ha decretato la fine dell’estrazione della pietra.

Allo stato attuale le latomie e le vallate sono lasciate nel più completo degrado. Il sottofondo maleodorante presenta scoli fognari incanalati tra muri di cemento assieme alle acque di sorgive, colmamenti, scarichi di materiali effettuati da privati, ferite operate nei fianchi con l’apertura di strade tanto inutili quanto deturpanti. Gli Spazi attrezzati a verde pubblico della città sono insufficienti, gran parte sono stati realizzati nel periodo dell’ anteguerra quando, pur in una situazione di sostanziale povertà, la comunità ragusana era

caratterizzata da un forte senso del “sociale” e dall’amore per la Città. La società opulenta ha invece del tutto trascurato il verde pubblico e le altre attrezzature sociali, come si può costatare dall’esame dei dati che seguono. Gli spazi a verde pubblico ricoprono una superficie totale di mq. 39000, di cui mq. 30200 realizzati prima del 1940 e solo mq. 9000 realizzati nel dopoguerra. Il rapporto tra il verde pubblico e abitanti è di 0,60 mq/abitante ed è pochissimo rispetto ai 23.8mq di Stoccolma, ai 9 di Londra, ai 154 di Los Angeles, ai 10 di Pavia o ai 60 di Marrakech.

IL PROGETTO della VALLATA DI SANTA DOMENICA.

Oggi la vallata rappresenta una potenzialità economica e sociale per la città. Obiettivo principale è la realizzazione di un parco auto-sostenibile a basso impatto ambientale, pensato come struttura viva, un “PARCO” che dialoga con la città, realmente fruibile dai cittadini in quanto inserito funzionalmente nel contesto urbano, non più un ostacolo da attraversare e osservare dall’alto. Un grande fiume verde, punto focale e di connessione tra Ragusa superiore con Ragusa Ibla che attraversa il cuore del centro storico con spazi verdi attrezzati. Trasformazione ed evoluzione in un’ottica di città innovativa e creativa, riappropiandoci della nostra storia e cultura per la città e per lo sviluppo turistico ed urbanistico. Riqualificazione e valorizzazione delle risorse ambientali e culturali e il potenziamento dell’offerta di servizi di livello locale e metropolitano visto come contributo all’evoluzione della città.

STRATEGIE PER POTENZIARE L‘ECONOMIA LOCALE E IL MERCATO DEL LAVORO LOCALE (sostenibilità economica e sociale) Dato l’elevato costo di questo progetto, si tiene conto dell’interazione tra pubblico e privato. Intervento prevede anche costi di manutenzione da recuperare tramite installazioni di tecnologie innovative sostenibili come il recupero delle acque di scolo che confluiscono nel torrente, filtrate con appositi

impianti di fitodepurazione, pompe alimentate con pannelli fotovoltaici permettono l’irrigazione degli orti sociali e dell’area botanica.

Le amministrazioni pubbliche per mezzo di “compensazione” o “perequazione” recuperano parti del fondovalle e latomie, destinandoli a funzioni di formazione e istruzione mirata ai giovani, dando loro possibilità lavorative e nascita di nuove imprese attraverso agevolazioni. Il progetto si attua attraverso la riqualificazione e progettazione (ove assenti) dei fronti urbani. Realizzazione di vari percorsi e aree tematiche con finalità produttive, didattiche, turistiche, sociali e culturali. Spazi finalizzati alla formazione come “Orto didattico-botanico”, un sentiero didattico fornisce agli studenti la possibilità di interagire direttamente con spazi verdi attrezzati sostenibili e di mettere in pratica ciò che hanno appreso nella teoria e quindi di fare un’esperienza che li avvicini sempre di più all’auto-sostenibilità e al consumo di prodotti a km 0. Saranno recuperati i preesistenti terrazzamenti da destinare ad orti sociali.

In prossimità di via Natalelli è previsto un parco avventura, con un percorso trekking immerso nella vegetazione naturale della vallata, una stupenda roccia a strapiombo già esistente si presta benissimo alla realizzazione di una parete arrampicata, e ancora recuperando e attrezzando diverse aree sfruttandole per svolgere attività ginniche all’aperto.

RECUPERO DELLE LATOMIE

Nella zona dove le antiche latomie hanno mantenuto la loro integrità viene prevista un’area storica. Si tratta di un percorso che oltrepassa il torrente e si insinua all’interno nelle latomie con interventi delicati e attenti a non rovinare la scenografia già esistente, pronta ad accogliere aree espositive ed archeologiche in correlazione al sovrastante Museo Archeologico Ibleo. Esse costituiscono la principale attrazione per i turisti ansiosi di conoscere la storia antica della città di Ragusa, ma anche per tutti coloro che, trovandosi là, possono avere consapevolezza di ciò che era la vallata, ossia uno splendido

spaccato della vita e del lavoro di tutti i giorni. All’interno del parco, spazi espositivi attrezzati attraverso l’allestimento di mostre temporanee di ogni genere, rappresentano l’ideale luogo di scambio sociale e culturale per tutti i cittadini.

ACCESSI/SERVIZI

Oltre a recuperare gli antichi accessi attorno al parco, il progetto prevede tre elementi verticali posti in punti strategici data la vicinanza a parcheggi e strade principali. Le strutture, pensate come forti elementi di connessione panoramici tra la città sovrastante e la vallata (fondovalle), insieme a bar-ristoranti o spazi multifunzionali, creano un rapporto funzionale e non più solo spaziale (nuovi posti di lavoro). L’elemento verticale all’altezza del quartiere Carmine Putìe collega la città con la vecchia ferrovia, anch’essa attrazione turistica della città (storia da recuperare), diventando una vera e propria fermata metro con servizi.

Sono state ipotizzate tre diverse configurazioni adatte ai diversi dislivelli da risolvere nei tre perni dell’intero progetto di masterplan. Il sistema strutturale proposto dà luogo a tre oggetti con equilibri differenti nonostante appartengano al medesimo linguaggio. Ai prismi massivi si contrappone un volume leggero semitrasparente costituito da semplici telai ed un involucro di lamelle che mima il profilo del pilastro della latomia. Gli svuotamenti dello stesso vanno a costituire gli affacci dai piani intermedi tra una scatola e l’altra.

IL CONCEPT

Nell’ideazione del nuovo elemento di connessione tra la città e la vallata, ci si è ispirati al PILASTRO DELLA LATOMIA. Dall’ osservazione, subito spicca la sua conformazione a blocchi. Schematizzando il pilastro, possiamo evidenziare ed enfatizzare i blocchi come elementi sporgenti lungo una figura verticale dal profilo molto irregolare. Pensando i blocchi come scatole funzionali massive allineate verticalmente tra edifici e verde, si persegue la volontà di portare la città nella vallata. Contemporaneamente la serie di terrazze verdi rappresentano la vallata stessa che sale lungo il nuovo pilastro di connessione per raggiungere il centro urbano.

L’intervento permette di vivere la vallata a qualsiasi ora del giorno, rendendola fruibile anche ai disabili. Bar, ristoranti, sala polifunzionale, servizi noleggio bici, attrezzature da trekking, info, etc.., come cannocchiali indirizzano lo sguardo verso punti di interesse storico della città.

Il progetto è pensato interamente con elementi di nuova tecnologia, materiali locali e di riciclo a bassissimo impatto ambientale.

 

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