SCICLI – Pazienti costretti a sopportare il caldo e operatori sanitari al lavoro in ambienti privi di aria condizionata. È la situazione segnalata al Punto territoriale di emergenza (Pte) dell’ospedale Busacca di Scicli e nella postazione del 118, sulla quale interviene il sindaco Mario Marino. Il primo cittadino ha infatti chiesto un incontro urgente ai […]
RIFLESSIONI NATALIZIE
15 Dic 2014 14:55
Ormai sempre più spesso accade che per costruirsi un futuro si debba cambiare aria: recarsi all’estero o comunque andare dove le possibilità sono maggiori. Questo perché, come già si sapeva e le recenti cronache cittadine ci hanno nuovamente mostrato, se non si è sufficientemente ammanigliati non è né agevole né assolutamente scontato riuscire ad avere delle opportunità, perciò, bisogna andarsele a cercare. Ma la Fortuna non di rado aiuta gli audaci, così ci si muove, si viaggia, si fanno esperienze e, finalmente, anche i giovani che non hanno santi in municipio (o in altre istituzioni) incominciano a edificare un loro “autonomo” futuro, diventando adulti.
Ovviamente se hai un grave handicap fisico, nessuna raccomandazione e un cervello sulla media (o di poco superiore, considerando che di questi tempi la media è davvero bassa) solo un miracolo può permetterti di raggiungere una qualità di vita sociale e professionale soddisfacente, ma dato che i miracoli non esistono, sei costretto a rinunciare alla vita vera e propria della società, puoi soltanto viverla ai margini. Per far sentire in qualche modo la tua voce puoi comunque diventare un rompiballe che ammonisce e pungola chi amministra la cosa pubblica facendo rilevare l’inefficienza e spesso l’assurdità dei provvedimenti normativi che si rivolgono al mondo della disabilità, ma difficilmente ti permetteranno di fare di più, di incidere significativamente ed essere davvero d’aiuto a chi è costretto a vivere l’handicap. Perché gli handicappati, considerati nella loro totalità, costituiscono esclusivamente una ghiotta occasione da sfruttare, molto più dei Rom o degli altri stranieri che vivono nei centri d’accoglienza. Infatti, oltre alle cooperative di servizi, all’indotto che gira attorno al business della disabilità si aggiungono le numerose ditte che vendono e producono i presidi medico-sanitari, quelle che si occupano degli ausili necessari alla vita quotidiana, le case farmaceutiche e i centri di ricerca che riescono sempre a trovare metodi per allungare la vita e mai soluzioni definitive per debellare le patologie. Insomma un giro d’affari di centinaia di milioni di euro l’anno, che dà lavoro a decine di migliaia di persone. Motivi più che sufficienti per tenere lontano dalla gestione di questa manna chi, conoscendola, potrebbe razionalizzare le risorse implementandone l’efficienza e magari contenerne gli sprechi.
Per concludere in maniera poetica ricordiamo il ritornello della Canzona di Bacco di Lorenzo de’ Medici:
« Quant’è bella giovinezza,
Che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza »
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