Ragusa si ferma nella memoria: commemorato il terremoto del 1693. FOTO

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Ieri, domenica 11 gennaio 2026, Ragusa si è stretta attorno alla memoria di uno degli eventi più tragici e significativi della sua storia: il devastante terremoto del 1693, che colpì l’intero Val di Noto causando enormi distruzioni e perdite di vite umane.

La comunità cittadina ha celebrato il 333° anniversario di quel sisma, non solo come un momento di dolore per le vittime, ma anche come occasione di riflessione sulla resilienza e sulla capacità di rinascita che ha caratterizzato la storia di Ragusa e del territorio ibleo.

Nel pomeriggio, alle 15, il suono a distesa delle campane delle chiese di Ragusa ha segnato l’ora in cui, tre secoli e più fa, la terra tremò con forza, lasciando un segno indelebile nella coscienza collettiva.

La serata è proseguita con una fiaccolata dal Duomo di San Giorgio, animata da un profondo senso di partecipazione, e con la lettura dell’atto di affidamento della città ai Santi Patroni, un gesto solenne simbolo di fede, speranza e rinascita.

All’evento hanno preso parte numerosi fedeli e rappresentanti delle istituzioni locali, sottolineando l’importanza di mantenere viva la memoria di un evento che segnò, oltre alla perdita materiale, la trasformazione culturale e urbana della Sicilia sud-orientale.

La commemorazione ha offerto anche un momento civile di riflessione sulla storia della città e sulla forza con cui le comunità sono riuscite a ricostruire, rigenerarsi e reinventarsi, dando vita a un patrimonio artistico e architettonico che ancora oggi caratterizza l’identità del Val di Noto.

Un ricordo che va oltre il dolore, trasformandosi in un invito a guardare al futuro con consapevolezza e unità, mantenendo viva la trama di memoria collettiva che lega le generazioni di ieri, oggi e domani. foto di Salvo Bracchitta

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