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Cura dimagrante al comune di Chiaramonte: dopo il dissesto avrà solo 49 dipendenti. L’escamotage per evitare licenziamenti e mobilità
06 Mag 2026 07:43
Cura dimagrante al comune di Chiaramonte Gulfi. La pianta organica del comune passa da 62 a 49 unità. A reggere la macchina amministrativa dell’ente dovranno essere solo 49 persone. Alcuni dipendenti dovrebbero essere posti in mobilità e lasciare anzitempo il loro lavoro, ma si sta cercando di correre ai ripari.
Ma andiamo con ordine e vediamo cosa sta accadendo a Chiaramonte Gulfi. La mobilità è una delle conseguenze del dissesto finanziario che il comune ha proclamato due anni fa e che ha un riverbero anche nell’organizzazione del comune e dei servizi. La nuova pianta organica è stata approvata dalla Cospel all’inizio del 2026. La riduzione del personale comporta degli esuberi e già alla fine dell’estate scorsa era emersa una dura realtà. Otto dipendenti sarebbero andati in esubero e avrebbero lasciato l’ente. Il comune li avrebbe posti in mobilità. Il sindaco e la giunta avevano individuato otto dipendenti più vicini alla pensione che avrebbero lasciato il comune anzitempo. Per loro si sarebbe aperto un periodo in cui avrebbero ricevuto solo l’80 per cento dello stipendio, in attesa della pensione che però non sarebbe stata intaccata rispetto ai contributi versati e ai diritti acquisiti.
Il comune però sta cercando di mantenerli in servizio, almeno per tutto il 2026. “L’articolo 56 della finanziaria regionale – spiega il sindaco Mario Cutello – prevede interventi per garantire i servizi nei comuni fino a 10.000 abitanti in dissesto o in pre-dissesto. Noi ci troviamo proprio in questa situazione. La Regione ha stanziato 2,5 milioni di euro e potremo usufruirne anche noi”.
A Chiaramonte, nel frattempo, un altro dipendente è andato in pensione e ne restano sette. Grazie all’articolo 56, comma 6, della Finanziaria resteranno al lavoro fino al 31 dicembre. Ma Cutello, insieme al deputato regionale Nello Dipasquale che ha proposto il provvedimento per Chiaramonte e altri piccoli comuni in difficoltà, sperano che si possa avere un finanziamento anche per il prossimo anno.
In provincia di Ragusa tre comuni si trovano in dissesto finanziario. Gli altri due sono Ispica e Monterosso Almo. Solo quest’ultimo rientra nella fascia sotto i 10.000 abitanti.
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