Pista ciclabile nel degrado a Marina di Modica: tra erbacce e rifiuti si spera in una soluzione

Le giornate si allungano, il clima si fa più mite e le frazioni balneari tornano a popolarsi. A Marina di Modica, come ogni primavera, residenti e visitatori riscoprono il piacere di passeggiare o pedalare lungo la costa, approfittando anche della pista ciclabile che collega il litorale fino a Sampieri.

Un’opportunità preziosa, almeno sulla carta. Perché nella realtà dei fatti, quel tracciato lungo circa 3,3 chilometri oggi si presenta in condizioni critiche: sterpaglie invadenti, sporcizia diffusa e tratti difficilmente percorribili rendono complicato – se non impossibile – utilizzarlo in sicurezza. Un vero paradosso proprio nel momento in cui cresce la domanda di mobilità sostenibile e di spazi dedicati al tempo libero.

Non è la prima volta che la pista ciclabile finisce al centro delle segnalazioni. La sua gestione, di competenza provinciale, ha spesso creato disagi legati alla manutenzione, tanto che in passato sono stati gli stessi residenti a intervenire per ripulire alcuni tratti, restituendoli temporaneamente alla collettività.

Il degrado non incide solo sul decoro, ma pone anche questioni di sicurezza: la vegetazione incolta aumenta il rischio incendi e ostacola la visibilità, mentre la presenza di rifiuti e ostacoli rende insidioso il passaggio sia per i ciclisti che per i pedoni.

In questo contesto si inserisce l’intervento del consigliere comunale Massimo Caruso, che ha raccolto le segnalazioni dei cittadini e sollecitato un’azione concreta. Pur riconoscendo la competenza provinciale, Caruso ha chiesto al Comune di Modica di intervenire almeno sul tratto di propria pertinenza, fino alla zona della Fornace Penna.

Una richiesta accolta dall’assessore al Verde pubblico Samuele Cannizzaro, che ha assicurato interventi di pulizia e scerbatura nei prossimi giorni. Resta però la necessità di un’azione coordinata anche con il Comune di Scicli, per restituire piena funzionalità all’intero percorso.

Nel frattempo, tra chi prova comunque a percorrerla e chi rinuncia scoraggiato, la pista ciclabile resta il simbolo di un potenziale inespresso: un’infrastruttura che potrebbe valorizzare il territorio e promuovere uno stile di vita più sostenibile, ma che continua a fare i conti con incuria e responsabilità frammentate.

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