Quel giorno il mare portò a riva 14 corpi: Baia Dorica ricorda una delle sue pagine più dolorose

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Ventiquattro anni fa la tragedia di Baia Dorica. Quattordici giovani migranti, provenienti in gran parte dai paesi del Nord Africa, perirono tra le onde del mare in tempesta. I corpi finirono sulla spiaggia della località balneare a due chilometri da Scoglitti, meta privilegiata delle vacanze estive che quel giorno si trasformò in un luogo di morte.

Quel naufragio, le immagini dei corpi senza vita riversi sulla spiaggia, sono rimasti nella storia e nei ricordi, impressi in modo indelebile.

Ventiquattro anni dopo, una piccola cerimonia ha ricordato quei momenti. Nella piazzetta “Il giro di boa” il giornalista Gianni Di Gennaro ha ricordato la cronaca di quel giorno. Poi è toccato al sindaco Francesco Aiello  ribadire come tragedie come questi segnino profondamente la vita di una comunità e diventano un monito anche per il presente.

Il sacerdote don Rosario Cavallo, direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Ragusa, ha ricordato anch’egli qui momenti. Quel giorno, nelle prime ore del pomeriggio, ora della tragedia, si trovava con dei giovani nella vicina chiesa all’aperto di San Francesco Saverio. L’arrivo degli elicotteri e dei mezzi di soccorso li mise di fronte alla realtà di morte che si era consumata. Oggi l’impegno per l’accoglienza e per garantire una vita dignitosa a tutti è l’impegno primario.

Subito dopo, tutti sono scesi dalla scala verso la spiaggia. C’erano gli assessori, le forze dell’ordine,  un gruppo di cittadini. Il sindaco aveva in mano un mazzo di rose rosse che sono state lanciate tra i flutti. Tutti gli altri hanno preso in mano un fiore ripetendo simbolicamente lo stesso gesto.

Una cerimonia breve e di alto valore simbolico. Per non dimenticare.

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