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Playa Grande sotto i riflettori: Legambiente chiede chiarezza su autorizzazioni, vincoli e interventi
18 Ago 2026 15:04
Playa Grande torna al centro dell’attenzione. Questa volta a chiedere chiarezza è Legambiente Sicilia, che ha acceso i riflettori sugli interventi in corso in uno dei tratti di costa più delicati dal punto di vista paesaggistico e ambientale della provincia di Ragusa.
L’associazione ha presentato diverse istanze di accesso agli atti al Dipartimento regionale dell’Ambiente, alla Soprintendenza di Ragusa, al Comune di Scicli e agli altri enti competenti. L’obiettivo è conoscere nel dettaglio autorizzazioni, valutazioni e procedure che hanno accompagnato gli interventi e le strutture turistico-balneari previste nell’area.
Legambiente: «Massima trasparenza sulle autorizzazioni»
Nel mirino dell’associazione ci sono, tra le altre, le istanze riferite a Blu Lava Resorts, Namar ed Edilcrea, relative alla particella demaniale 2190 del foglio 73.
Le richieste riguardano in particolare le autorizzazioni demaniali e paesaggistiche e le eventuali procedure di Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA).
Legambiente precisa di non voler anticipare giudizi sulla legittimità dei singoli interventi, ma chiede che gli atti siano disponibili e facilmente verificabili.
«La trasparenza è parte integrante della tutela ambientale», dichiarano il presidente di Legambiente Sicilia Tommaso Castronovo e la presidente di Legambiente Scicli “Kiafura” Alessia Gambuzza.
Per l’associazione, in un’area sottoposta a molteplici forme di tutela, cittadini e associazioni devono poter conoscere «cosa viene autorizzato, sulla base di quali valutazioni e con quali prescrizioni».
Playa Grande, un’area sottoposta al massimo livello di tutela
La richiesta di Legambiente assume particolare rilievo proprio per il contesto nel quale si inseriscono gli interventi.
Il Piano Paesaggistico della provincia di Ragusa ricomprende Playa Grande nel Paesaggio della Riserva della Macchia Foresta della Foce del Fiume Irminio, sottoposto al Livello di Tutela 3, il massimo previsto.
L’area è inoltre individuata come Biotopo n. 38 “Plaia Grande-Marina di Ragusa”, per il suo interesse paesaggistico e ambientale e per la presenza del sistema dunale e della relativa vegetazione.
A questo si aggiunge l’inquadramento nella ZSC ITA080001 “Foce del Fiume Irminio” della Rete Natura 2000, dove sono presenti habitat di interesse comunitario.
Un quadro di tutele che rende particolarmente importante, secondo Legambiente, verificare ogni passaggio amministrativo e ambientale relativo alle trasformazioni dell’area.
Nel mirino anche la VIncA per il fabbricato rurale
Tra le richieste di accesso agli atti presentate al Comune di Scicli c’è anche quella relativa alla Valutazione di Incidenza Ambientale per la ristrutturazione di un fabbricato rurale sulla SP63 da parte di Blu Lava Resorts.
L’istruttoria è stata affidata alla Commissione tecnica specialistica comunale con la determinazione n. 662 del 30 aprile 2026.
Legambiente chiede che siano facilmente accessibili al pubblico sia gli elaborati progettuali sia gli atti conclusivi delle procedure ambientali, sottolineando l’importanza della partecipazione e della trasparenza nei procedimenti che interessano aree tutelate.
Il Comune revoca l’affidamento dell’area verde a Blu Lava Resorts
Nel frattempo, sul fronte amministrativo è arrivato un provvedimento destinato ad aggiungere un altro tassello alla vicenda.
Il 17 agosto il Comune di Scicli, con la determinazione n. 1271, ha disposto la risoluzione della convenzione e la revoca dell’affidamento a Blu Lava Resorts dell’area verde pubblica di Playa Grande, una porzione della particella 1480 precedentemente assegnata nell’ambito del progetto “Adotta il Verde”.
Secondo quanto accertato dall’ente, gli interventi di sistemazione e riqualificazione previsti dalla convenzione non erano stati realizzati nei termini stabiliti. L’area, invece, continuava a essere utilizzata come spazio funzionale al cantiere adiacente.
Il Comune ha quindi disposto la cessazione degli utilizzi non compatibili con la destinazione a verde pubblico e la rimozione di materiali e attrezzature.
L’associazione Playa Grande chiede il riaffidamento
Prima dell’affidamento a Blu Lava Resorts, la porzione di area verde e il resto del lungomare di Playa Grande erano affidati in convenzione all’associazione Playa Grande, che adesso chiede il riaffidamento immediato dell’area.
L’associazione sta portando avanti insieme a Legambiente le iniziative finalizzate alla tutela del bene pubblico e del patrimonio naturale della zona.
La vicenda, dunque, si sviluppa lungo due binari: da una parte le richieste di trasparenza sugli interventi e sulle procedure ambientali, dall’altra il provvedimento del Comune che ha già sancito la revoca dell’affidamento dell’area verde.
Legambiente: «Turismo e tutela possono convivere, ma nel rispetto delle regole»
Per Legambiente la questione va oltre il singolo intervento.
«La Riserva naturale integrale della Foce del Fiume Irminio e le aree adiacenti di Playa Grande costituiscono un patrimonio ambientale che appartiene alla collettività», sottolinea l’associazione.
Il principio indicato è quello di una possibile convivenza tra sviluppo turistico e tutela ambientale, ma a una condizione precisa: il pieno rispetto delle regole, dei vincoli e della trasparenza amministrativa.
Legambiente annuncia che continuerà a seguire la vicenda e che, una volta acquisita la documentazione richiesta agli enti, valuterà eventuali ulteriori iniziative a tutela della costa.
La partita, dunque, è tutt’altro che conclusa. E a Playa Grande, tra tutela paesaggistica, sviluppo turistico, procedure ambientali e utilizzo degli spazi pubblici, ora saranno gli atti amministrativi a dover fare chiarezza.
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