Presidenti di provincia fino a ieri gratis, domani quasi 10 mila euro al mese? Arriva la proposta che cambia tutto

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Fino a oggi guidare un Libero consorzio comunale era un incarico senza compenso. I presidenti delle ex Province, scelti tra i sindaci del territorio, tenevano l’indennità del proprio Comune e facevano il resto gratis. Adesso questa gratuità sta per finire, e la proposta parte dalla provincia di Ragusa.

L’emendamento porta la firma di Giorgio Assenza, capogruppo di Fratelli d’Italia all’Assemblea regionale siciliana. La commissione Bilancio lo ha approvato e lo ha inserito nella manovra correttiva da 600 milioni di euro. Il testo dà ai presidenti dei sei Liberi consorzi un’indennità di funzione. I consorzi sono Ragusa, Siracusa, Agrigento, Caltanissetta, Enna e Trapani. Ai consiglieri vanno i rimborsi per i viaggi e i permessi dal lavoro nei giorni delle sedute. Il presidente prenderà quanto il sindaco del capoluogo. Le due indennità non si sommano: chi è anche sindaco dovrà sceglierne una.

A Ragusa la presidente è Maria Rita Schembari, sindaca di Comiso e di Fratelli d’Italia. Il capoluogo ha meno di centomila abitanti, come Agrigento ed Enna. Per quelle due città le cifre circolate in commissione indicano 9.660 euro lordi al mese. Ragusa dovrebbe stare sulla stessa cifra, che diventa il nuovo riferimento per la presidenza del consorzio ibleo. A Siracusa, capoluogo più grande, si arriva a 11 mila euro.

A elencare le cifre è stato un altro deputato ibleo, Nello Dipasquale. «Non è accettabile – ha detto – che l’indennità, per esempio, del presidente del Libero consorzio di Agrigento passi da 4mila euro a 9mila e 660 euro al mese». Secondo i suoi conti, l’aumento complessivo in Sicilia sfiora i 370 mila euro al mese tra indennità e rimborsi. Lo scontro si gioca anche dentro la provincia. Assenza ha scritto la norma. Dipasquale l’ha definita «vergognosa e inaccettabile» mentre famiglie e imprese fanno i conti con la crisi. Eppure il suo partito si è diviso e in commissione il Pd ha votato a favore.

Hanno votato contro il Movimento 5 Stelle e Controcorrente. I grillini contestano i tempi: si alzano i costi della politica proprio mentre caro energia e inflazione pesano sui siciliani. Il governo si è astenuto. Si è astenuto anche il presidente della commissione, Dario Daidone, che pure è di Fratelli d’Italia.


C’è un argomento a favore che non va liquidato in fretta. Le ex Province gestiscono strade provinciali, scuole superiori e riserve naturali. Sono competenze pesanti, e affidarle a un incarico gratuito è sempre stata un’anomalia. Altra cosa è il momento scelto. Gli agricoltori di Vittoria pagano il gasolio 1,70 euro al litro. I pescherecci di Scoglitti e Pozzallo restano ormeggiati. Proprio adesso la politica regionale rimette mano ai propri compensi. Il testo deve ancora passare in Aula, dove servirà il voto finale. Lì si capirà se l’incarico resterà quello di prima, con lo stesso lavoro e nessuno stipendio, o se diventerà un mestiere pagato.

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