PER UN CAMBIAMENTO REALE

“Ladruni privati e domestichi sunu quilli ki non involanu ali strani ma ali domestichi…li malvasi e disviali officiali et proposti, badiani et sirgenti ki involanu et restringinu li renditi dilli suoi signori e cùntanu plui di spisa ki di entrata. Et tali sunu li grandi officiali ki sunu ali hosteri dili richi homini ki fanu li grandi spisi et dònanu largamenti dili beni di li loro signuri”, “cosi dipinse la situazione miserevole della Sicilia sotto i quattro Vicari l’Anonimo coevo autore de “Il libro dei vizii e delle virtù” , si legge nella nota 64 di “Bernardì”, di Francesco Garofalo.

Siamo nel 1300, e  ci chiediamo che cosa sia cambiato da allora alla Sicilia di oggi, isola ricca ma abbandonata , vituperata e dilaniata da potenti, che l’hanno dissanguata.

La storia ci insegna quanto ciò che sembra peculiare ai nostri tempi sia antico :nulla è cambiato, rispetto a quell’epoca di assoluta anarchia. Allora erano i signori predatori ad essere depredatidai loro funzionari, oggi il popolo, che ,seppur considerato sovrano, subisce angherie e soprusi.

Questa situazione, esaminata  diacronicamente, dovrebbe indurci a delle considerazioni, legate al momento attuale e ad un’evidenza sotto gli occhi di tutti, vedi  i molteplici indagati, vedi le condanne che fioccano e che sono all’ordine del giorno.

I cambiamenti, oltre che strutturali, dovrebbero riguardare non solo la Sicilia, ma l’intera Italia, in termini di mentalità e comportamenti, non solo dei nostri politici, ma anche dei cittadini. E’ considerato “fesso”, chi non approfitta della situazione economica, ad esempio, ma le cose non dovrebbero essere intese in questo senso, ma l’onestà, i principi, i valori dovrebbero essere prioritari , a livello di comportamenti, a livello politico.

 Purtroppo ,la realtà  ci dice il contrario, e se non interveniamo su di essa, certamente non ci potranno essere né cambiamenti ,né rivoluzioni di nessun  genere.

 

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