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Pennavaria e la polemica riaccesa. PD: “Non si celebrano i gerarchi fascisti”
11 Lug 2026 11:34
La statua di Filippo Pennavaria continua a dividere la politica ragusana. Anche se giace in un magazzino. Dopo l’intervento di Ragusa in Movimento, che ha chiesto all’Amministrazione comunale di assumere una decisione definitiva sulla collocazione dell’opera, arriva la netta presa di posizione del Partito Democratico, che respinge l’ipotesi di installare il monumento e accusa la destra di utilizzare la storia come strumento politico.
A intervenire è il segretario del circolo cittadino del Pd, Riccardo Schininà, secondo cui «la Destra ragusana torna a chiedere la collocazione della statua di Filippo Pennavaria e prova a presentarla come memoria storica. Ma le cose non stanno così».
Per Schininà occorre distinguere nettamente tra la ricostruzione storica e la celebrazione pubblica di una figura. «Nessuno vuole cancellare la storia di Ragusa né ignorare il ruolo avuto da Pennavaria – afferma – ma studiare una figura storica è una cosa; celebrarla con una statua nello spazio pubblico è tutt’altra. Una statua è un simbolo pubblico, una scelta con cui una comunità decide chi onorare».
Il segretario dem sostiene che il caso non riguardi la rimozione di un monumento già esistente, ma la decisione se attribuire oggi un riconoscimento pubblico a una figura legata al regime fascista. «Se la statua fosse già collocata e qualcuno ne chiedesse oggi la rimozione, si potrebbe discutere di cancellazione della memoria. Ma qui accade l’opposto: si vorrebbe attribuire adesso un riconoscimento pubblico e monumentale a uno dei protagonisti del momento più buio della storia italiana».
Schininà ripercorre anche la lunga vicenda dell’opera, ricordando che fu commissionata nel 2001 allo scultore ragusano Giovanni Di Natale e realizzata con fondi pubblici. Il monumento avrebbe dovuto essere installato in piazza Libertà, ma non è mai stato collocato. Da quella vicenda nacque anche un contenzioso tra l’artista e il Comune, assistito dall’allora avvocato Peppe Cassì, conclusosi senza alcun obbligo per l’Amministrazione di installare la statua.
«Questa è la realtà – sottolinea Schininà – non esiste alcun dovere giuridico di collocarla. La scelta è solo politica, culturale e simbolica. Per questo il Partito Democratico ribadisce la propria contrarietà».
Il nuovo intervento arriva a poche ore dalla presa di posizione di Ragusa in Movimento, che aveva invece invitato il Comune a trovare una collocazione definitiva per l’opera, sostenendo che la figura di Pennavaria debba essere letta nel contesto storico e richiamando il contributo dato alla nascita della Provincia di Ragusa.
Il dibattito, dunque, è tutt’altro che chiuso. Anzi, torna ancora una volta a dividere la politica cittadina tra chi ritiene che la memoria storica debba essere rappresentata anche attraverso un monumento e chi, al contrario, considera inopportuna la celebrazione pubblica di una figura strettamente legata al fascismo.
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