NOVA VIRTUS IN TRASFERTA A CACCIA DEI DUE PUNTI

RAGUSA – Penultima giornata della fase di qualificazione per la Nova Virtus, impegnata domenica (ore 19, arbitri Centorrino e Sciliberto di Messina) sul parquet di Aci Bonaccorsi, terza forza del sottogirone. Virtussini praticamente certi del secondo posto, che potrebbe invero essere insidiato proprio dagli acesi, impegnati peraltro, a guardarsi alle spalle dall’assalto di Gravina, ma scontro che comunque vale doppio perché consegnerà alla contendente che avrà vinto il match due  punti preziosi da portare in dote nella poule promozione. Gara, dunque, che vale doppio e affatto facile per la Nova Virtus che dovrà rinunciare al primo cambio, ossia Davide Boiardi, e che si ritrova con il capitano Alessandro Sorrentino debilitato dall’influenza che lo ha colpito a inizio settimana. In piena ripresa, invece, Andrea Sorrentino che, nei pochi minuti giocati nel derby con la Vigor Santa Croce, ha dimostrato di aver brillantemente superato la distorsione che lo aveva messo out contro l’Aretusa e costretto a saltare la gara di Gravina.

La Nova Virtus è apparsa in marcata ripresa proprio nel derby con i camarinensi, ma ora è attesa alla conferma, proprio per la valenza e le difficoltà legate alla gara contro Aci Bonaccorsi. La matricola jonica, infatti, ha superato il momento più difficile ed ha ripreso il cammino brillante d’inizio torneo che l’ha portata, non a caso, al terzo posto in graduatoria e ad assicurarsi l’accesso alla poule promozione. Quella etnea è formazione brillante, specie in casa, ove ha concesso pochissimo e che ha uno starting five di tutto rispetto. Brillano tra gli acesi, in particolare, le stelle di Casiraghi, forse il miglior tiratore del raggruppamento, di Prudente, altro pericoloso cecchino, e di Mazzerbo, altro atleta dalla mano caldissima. Per la Nova Virtus, insomma, ci sarà da soffrire e non poco. La Di Gregorio-band dovrà giocare di squadra, senza eccedere nei personalismi, e così mettere a nudo quello che è il palese neo di Aci Bonaccorsi, ossia la panca troppo corta. Ragusani, dunque, chiamati a tenere alti i ritmi, asfissiare gli avversari in difesa e magari colpire in contropiede, per far mancare l’ossigeno ai locali e per scavare, pian piano, un gap rassicurante, con l’obiettivo di evitare un finale al fotofinish che nel catino acese potrebbe rivelarsi molto pericoloso.

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