NON HO CAPITO PIU’ NULLA

Forse nella vita è bene non comprendere nulla per essere felici.

Forse sarebbe meglio vivere per sopravvivere.

Perché allo stato attuale il tutto mi sembra inverosimile.

Più sai, leggi, vedi, guardi, parli, più di rendi conto di che la matassa è così aggrovigliata  da non sapere cosa fare. Perché anche se vuoi fare qualcosa non riesci a farla: sospetti, ipocrisie, arroganza, protagonismo.

La crisi economica-politica, la presenza continua e inarrestabile di certi volti politici che hanno causato ciò e, malgrado consapevoli – mi auguro- insistono nelle vecchie abitudine e si aggrappano fortemente ai braccioli delle belle poltrone, rende il cittadino che vuole sapere esterrefatto.

Incomprensibile la politica italiana, incomprensibile la visione di quanto accade.

Non si capisce più nulla e sembra di vivere in un paese dove la democrazia si è  andata a farsi benedire!.

Nascita di movimenti, partecipazione sociale, crescita di gruppi, associazioni, ma tutto rimane nelle stanze di quelli che non riescono a creare nulla.

Guardare il telegiornale è ormai diventato un vero e proprio martirio, le notizie di cambiamenti di leggi, decreti,  alleanze, discordie, rappacificazioni, incomprensibili, e via dicendo disturbano la mente e si arriva al punto che questa va in tilt.

Sta di fatto che non c’è sviuppo, né crescita, né nuove proposte.

Il giorno delle tre carte. Un gioco a scacchi con le solite pedine.

L’urlo del cittadino rimane l’Urlo di Munch.

Francamente non si capisce nulla.

Nulla perché siamo caduti nel nulla.

La gente non si veglia e, quei pochi che vogliono realmente cambiare le cose,  si chiedono perché.

Quale paure, quali timori attanagliano questi cittadini inerti? Forse credono ancora di essere favoriti, di potere avere concretizzate le promesse a suo tempo avute?

Non ci comprende nulla!

Troppe domande senza risposta e la stanchezza dell’attesa avanzata inesorabilmente

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