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NON ACCENNA A DEFINIRSI LA LOTTA FRA ASSICURAZIONI E CARROZZIERI
20 Ott 2013 10:12
La lotta è impari, da una parte le assicurazioni, che fanno capo alla finanza e ai poteri forti, in posizione predominante favorite da leggi e privilegi che ne accrescono gli utili, con pochi vantaggi per gli utenti costretti solo a vedere aumentare perennemente le tariffe. Sostanzialmente il settore funziona e, avendo a che fare con compagnie di consolidata tradizione, si può affermare che, quando si paga e si rispettano le norme contrattuali, tutto fila liscio. Addirittura è stato attivato un apposito istituto, oggi da considerarsi essenziale, soprattutto dalle nostre parti, che permette di ottenere il risarcimento per danni subiti da autovetture prive della copertura assicurativa. In definitiva le assicurazioni ci tutelano, ma a caro prezzo.
Dall’altra parte della barricata non ci sono solo gli automobilisti, ma, in prima linea i carrozzieri, gli artigiani maggiormente coinvolti nei casi in cui c’è di mezzo l’assicurazione.
Dopo tante norme che hanno regolamentato il settore degli incidenti stradali, con precisi tariffari sui costi di riparazione, il tentativo delle assicurazioni, da tempo, è quello di ottenere, per legge, di poter erogare il risarcimento solo nel caso in cui l’utente si rivolge a officine convenzionate con l’assicurazione.
L’obiettivo è chiaro, è quello di costituire un pool di officine, qualificate, attraverso cui le assicurazioni potranno strappare condizioni convenienti da cui, difficilmente, i carrozzieri potranno sfuggire pena l’esclusione dal giro che conta.
In pratica un ennesimo grande business per le assicurazioni, questa volta a scapito degli artigiani carrozzieri.
Non per nulla la Federcarrozzieri è sul piede di guerra, in questi giorni si sono intensificati i contatti per sventare i tentativi di mettere il mercato della riparazione sotto il diretto controllo delle compagnie di assicurazione; secondo il Presidente di Federcarrozzieri, Davide Galli, “dal ministero sono solo usciti comunicati e bozze di provvedimenti che avrebbero l’effetto diretto di consentire all’assicuratore di determinare, ovviamente al ribasso, il valore della prestazione di un terzo, il carrozziere, imponendogli l’uso di materiali, di tempi e modalità lavorative”.
Interlocutori di Federcarrozzieri sono stati il Presidente della Commissione Lavori pubblici e comunicazione del Senato ed ex Ministro dei Trasporti Sen. Altero Matteoli e la senatrice Simona Vicari, estensore di alcuni dei provvedimenti criticati che metterebbero, di fatto, il mercato della auto riparazione in mano alle imprese assicurative.
La senatrice, chiamata in causa, è intervenuta, intanto, con un comunicato nel quale, accusando i carrozzieri di “corporativismo” si lasciano intravedere spiragli nella vicenda dicendo di volere aprire un dibattito.
“È ora di finirla” attacca il rappresentante dei carrozzieri ”con una politica, di cui il ministero dello sviluppo economico si porta enormi responsabilità, che negli ultimi tredici anni ha solo puntualmente risposto agli appetiti delle compagnie. Noi ci domandiamo cosa farà il sistema assicurativo con i due miliardi di utili conseguiti l’anno scorso. Per ora non vi è stato alcun ritorno positivo sui premi che gli automobilisti corrispondono.”
“Invece di mettere il mondo della riparazione in mano alle compagnie, con dubbi esiti su qualità e sicurezza della riparazione, si aiuti tale mercato a uscire dal giogo di un oligopolio assicurativo anomalo, anticoncorrenziale e non competitivo e si faccia una seria riforma delle autorità di controllo e, non ultimo, si rottami l’inutile e dirigista Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti. Un mercato senza concorrenza nel settore assicurativo non è più tollerabile”.
I segnali di apertura sulla questione sono graditi, ma Federcarrozzieri è ferma nel proposito di portare avanti istanze precise, quali quelle di stralciare subito norme che devasterebbero il mercato della riparazione, di impegnarsi a rottamare definitivamente la procedura di risarcimento diretto invece di rimescolarla con artifizi contabili. Si auspica, inoltre, un’agenzia antifrode indipendente in grado di produrre una cultura della deterrenza, per stanare le frodi organizzate e per controllare l’efficacia e l’efficienza dei sistemi antifrode delle compagnie.
Secondo Galli, il progetto di legge, al di là della lodevole intenzione di calmierare i costi delle polizze assicurative, in effetti rischia di affossare definitivamente il comparto dell’autoriparazione, in cui operano circa 40000 addetti ed altri 60000 nell’indotto. La critica più forte che Galli muove è quella che il progetto legislativo, allo studio da parte della senatrice Simona Vicari, sottosegretario allo Sviluppo economico, prevedrebbe che i mezzi danneggiati possano essere riparati solo presso le officine gradite alle compagnie assicurative, vietando in ambito Rc-auto un atto dell’autonomia contrattuale tra privati quale la cessione del credito, limitando i diritti dei danneggiati ed operando, infine, confuse modifiche sulla prescrizione dei diritti.
Nel suo comunicato, la senatrice Simona Vicari, sottosegretario allo Sviluppo economico, ha dichiarato:
“Non c’è alcuna volontà di danneggiare i carrozzieri italiani, di questo ne sia certo il Presidente di Federcarrozzieri Galli. Piuttosto, al Ministero dello Sviluppo economico, è in corso una discussione franca ed aperta, attraverso un apposito tavolo di lavoro da me presieduto, per definire gli ulteriori interventi di riforma del sistema dell’Rc auto nell’ottica di una riduzione delle tariffe e dell’aumento delle tutele per i consumatori. Da parte mia c’è grande sensibilità verso la categoria, dimostrato con il lavoro svolto nella passata legislatura in qualità di relatore sul decreto liberalizzazioni, quando mi battei per togliere l’obbligo di riparazione solo presso le officine gradite alle compagnie, di cui adesso parla Galli.
Nella proposta allo studio del tavolo di lavoro non c’è traccia di tale obbligo, piuttosto stiamo lavorando su alcune ipotesi affinché il cliente sia libero di scegliere. Spiace che, ovviamente in buona fede, ciò non sia stato compreso. L’intento è creare quelle condizioni che consentano una riduzione dei costi. L’invito è quindi ad evitare reazioni ed atteggiamenti corporativi e di discutere serenamente, nella convinzione che nessuno vuole mettere in crisi o distruggere il settore dell’autoriparazione in Italia, ma anzi svilupparlo in maniera più coerente con quello che è lo scenario europeo”.
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