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“Nicastro si dimetta”: la Dc attacca l’assessore, il Pd critica la presidente Fiore. La convivenza difficile nell’amministrazione Aiello
06 Feb 2026 17:09
“L’assessore Nicastro deve dimettersi”: alza i toni il gruppo consiliare della Democrazia Cristiana, protagonista, ieri sera, di uno scontro al vetriolo durante la seduta del consiglio comunale.
I temi della sicurezza e dell’emergenza criminalità che erano all’ordine del giorno della seduta sono passati in secondo piano perché a prendere il sopravvento è stata la litigiosità tra i gruppi consiliari della maggioranza. Una maggioranza, quella di Vittoria, che presenta molte anomalie perché ha al suo interno la Democrazia Cristiana, partito che – teoricamente – dovrebbe collocarsi nell’area del centrodestra. A Vittoria, invece, i cinque consiglieri (erano sei al momento della costituzione perché ne faceva parte anche Cesare Campailla) provengono tutti dalle liste e dai partiti che hanno sostenuto l’attuale sindaco Francesco Aiello, eletto con il loro sostegno nell’ottobre 2021.
Un’anomalia che non ha mai fatto vacillare la compattezza dell’attuale maggioranza, che ha sempre votato in maniera compatta gli atti proposti dalla giunta, per ultimo il bilancio di previsione e il documento di programmazione economica e finanziaria.
Maggioranza aielliana compatta, dunque, ma con qualche anomalia destinata a creare, da qui alle prossime elezioni amministrative, previste per la primavera 2027, qualche scossone. È ipotizzabile che i cinque consiglieri Dc sostengano l’attuale sindaco Francesco Aiello, che ha già annunciato che sarà ricandidato ? Difficile fare delle previsioni. Di certo non si potrà andare alle elezioni senza che qualcosa accada, che qualche alleanza si sfaldi, che qualche cambio di casacca si consumi. E non sarebbe una novità perché nel consiglio comunale di Vittoria ci sono dei consiglieri che, in appena quattro anni, hanno già cambiato quattro volte collocazione e partito.
Ma veniamo ai fatti di ieri. Li abbiamo già raccontati nel precedente articolo. Il consigliere /assessore Giuseppe Nicastro, esponente del Partito Democratico, attacca violentemente la presidente del consiglio comunale Concetta Fiore, rea – a suo parere – di aver consentito un ulteriore intervento del capogruppo di Fratelli d’Italia, Alfredo Vinciguerra che – a suo dire – aveva già esaurito i tempi e il numero di interventi a sua disposizione. Nella bagarre che si è aperta, la presidente Fiore ha minacciato di espellere dall’aula Nicastro. La seduta si è poi chiusa, rinviando alla conferenza dei capogruppo il compito di stilare un documento congiunto sui temi della sicurezza.
Ma il giorno dopo è tempo di resa dei conti. La democrazia cristiana, con i consiglieri Marco Greco, Roetta Noto, Giacomo Romano, Giannella Iabichella e Concetta Fiore, chiede le dimissioni di Nicastro, reo – a loro parere – di essersi “rivolto alla Presidente del Consiglio comunale, Concetta Fiore, con toni e atteggiamenti alterati, interrompendo il regolare svolgimento dell’aula”. Secondo la Dc un simile comportamento è un fatto grave. “Il consiglio comunale è il luogo del confronto democratico, anche acceso, ma tale confronto deve sempre avvenire nel rispetto delle regole, dei ruoli e delle persone. Risulta ancora più inaccettabile che simili atteggiamenti siano stati indirizzati alla presidente del consiglio, massima autorità dell’aula e figura di garanzia per tutti i consiglieri”. Da qui la richiesta di dimissioni di Nicastro, che insieme a Salvatore Avola, è il rappresentante del Partito Democratico nella giunta Aiello. “Chi ricopre incarichi di governo ha il dovere di dimostrare autocontrollo, equilibrio e senso delle istituzioni, elementi fondamentali per assicurare un clima di collaborazione e serenità amministrativa” affermano i rappresentanti dello scudocrociato.
Non si fa attendere la reazione del Pd. E ribaltano la richiesta accusando la presidente del consiglio comunale di parzialità. “L’Assessore Nicastro – affermano i consiglieri Pd – non ha fatto altro che denunciare l’ennesimo episodio di gestione parziale e discrezionale dei lavori consiliari, una prassi ormai consolidata e confermata anche dall’ultima seduta. Altro che scandalo: lo scandalo vero è che ad alcuni consiglieri venga concesso di intervenire per oltre trenta minuti, mentre ad altri si chiede sistematicamente di “concludere”, con interruzioni ripetute e spesso strumentali”.
I consiglieri del Pd ritengono che si debbano chiedere piuttosto le dimissioni della presidente del consiglio che spesso avrebbe usato termini e linguaggi non consoni al suo ruolo. Ruolo anomalo anche quello della vicepresidente Rosetta Noto, che da qualche mese si trova in Albania e che – a loro parere – dovrebbe dimettersi. Sotto accusa – secondo il Pd – non dovrebbe essere l’assessore Nicastro, bensì la presidente del consiglio comunali, a causa di “una gestione a dir poco pessima, parziale e discutibile dei lavori d’aula”.
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