“Troppo rumore e pochi spazi”: a Pozzallo scoppia la battaglia sulle giostre

Un vincolo paesaggistico, la posizione in un quartiere densamente popolato e la vicinanza con la casa di comunità di via Orione. Sono elementi che vanno valutati nella procedura autorizzativa per l’installazione delle giostre e dei giochi annessi. Alla vigilia della stagione estiva a Pozzallo il dibattito si accende. E si accende attorno ad una delibera di giunta con cui viene disposto che le giostre vengano installate solo nelle pertinenze della ex Colonia e dopo che l’argomento è stato discusso in consiglio comunale forte di una raccolta di firme da parte dei residenti della zona di contrada Pietrenere. A sollevare il problema oggi è il gruppo pozzallese di Sinistra Italiana. “Gli amministratori se ne stanno lavando le mani scaricando le responsabilità su funzionari e dirigenti che poi sono quelli direttamente a contatto con i cittadini, e che, loro malgrado, sono costretti ad applicare la delibera della giunta – sottolineano – avevamo già sollevato nello scorso mese di marzo mettendo la cittadinanza a conoscenza della volontà da parte dell’amministrazione di destinare agli spettacoli viaggianti le aree pertinenziali alla ex colonia, un luogo meno adatto alla finalità di spettacolo, considerato l’inquinamento acustico che deriverebbe da tali attività”.

Le giostre come momento di svago e di intrattenimento.

“Il territorio del nostro Comune, come tutti ben sanno, è limitato – afferma il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna – sulla individuazione di un’altra area per l’installazione delle giostre e degli spettacoli viaggianti stiamo lavorando con la ricerca di nuovi spazi. Comprendiamo le esigenze dei residenti e le osservazioni di Sinistra Italiana ma al momento non abbiamo alternative. Nelle condizioni in cui si trovano i residenti mi ci trovo anche io e la mia famiglia perchè ho la residenza abitativa proprio davanti a questa area. Non dobbiamo dimenticare che giostre e spettacoli viaggianti non si insediano per mesi ma solo per alcuni giorni o al massima qualche settimana. Assicuro che siamo al lavoro per offrire gli spazi richiesti che non siano di disturbo alla quiete pubblica”.

Foto realizzata con Ai

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