La sanità del territorio ibleo compie un nuovo passo nel rafforzamento dell’assistenza territoriale con l’inaugurazione dei tre Ospedali di Comunità realizzati a Comiso, Ragusa e Scicli nell’ambito degli interventi finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Le cerimonie inaugurali si svolgeranno venerdì 29 maggio con tre appuntamenti distinti: alle 9.30 a Comiso presso l’ospedale […]
Muore due giorni prima della colonscopia prenotata: scatta una condanna
28 Mag 2026 09:57
Era il 19 ottobre del 2020 quando una donna, morì all’ospedale di Vittoria per choc settico. Secondo la ricostruzione della pubblica accusa, la donna, che all’epoca aveva 53 anni, soffriva di megacolon tossico ed era ospitata da qualche mese in una struttura per persone con problemi psichiatrici. Venne sottoposta ad una tac all’addome a settembre, e il medico che refertò l’esame, ritenne opportuno segnalare la necessità di un approfondimento delle condizioni attraverso una colonscopia per approfondire ciò che appariva come “marcata sovra distensione colica di probabile natura funzionale”. L’accertamento venne fissato per il 21 ottobre; era il periodo reso complesso anche dal Covid. La donna improvvisamente si aggravò. Portata al Pronto soccorso dell’Ospedale Guzzardi, morì per choc settico e disfunzione multi organo un paio di giorni prima di quell’esame già fissato ma che si sospettava fosse stato intempestivo.
Una donna, indicata come responsabile della struttura dove la 53enne era ospitata, difesa dall’avvocato Italo Alia, è stata condannata in primo grado e con rito abbreviato, dal gip Gaetano Dimartino, a 2 mesi e venti giorni di reclusione, pena sospesa oltre al pagamento delle spese processuali. In favore del marito della donna deceduta, che si è costituito parte civile attraverso l’avvocato Gianluca Nobile, il giudice ha disposto il pagamento di una provvisionale di 50mila euro. Novanta giorni per il deposito della motivazione della sentenza che è stata depositata una settimana fa.
Il procedimento incardinato per omicidio colposo in concorso, originariamente coinvolgeva anche tre operatori del pronto soccorso; la posizione delle altre tre persone venne stralciata con una archiviazione. Una doppia discussione in udienza; la Procura, che rappresenta la pubblica accusa, aveva chiesto per due volte l’assoluzione della donna. Al termine della prima discussione, il giudice aveva disposto un supplemento di indagine che però non aveva modificato la posizione della Procura che anche nell’ultima requisitoria aveva ribadito la richiesta di assoluzione
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