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A Modica volano stracci in aula tra il consigliere Roccasalvo e l’assessore Drago: è crisi politica?
27 Mag 2026 23:30
In consiglio comunale, l’ora dedicata all’attività ispettiva si è, a un certo punto, trasformata in una vera e propria guerra interna alla maggioranza, sancendo di fatto una vera e propria crisi politica. Il consigliere di Forza Italia, Roccasalvo, presentando un’interrogazione all’assessore ai Lavori pubblici e con delega ai rapporti con il Consiglio comunale, Antonio Drago, è stato fortemente critico nei suoi confronti, contestandogli di fatto di non essere riuscito a onorare la sua delega ai rapporti con il Consiglio e, unitamente, l’uso, assieme ad altri assessori, dei parcheggi riservati alla polizia locale o, ancora, la mancata attenzione verso le esigenze “politiche” dei consiglieri comunali, manifestando di fatto un malessere diffuso, oltre che personale, e giungendo a chiederne le dimissioni.
Non, quindi, una semplice schermaglia politica né una delle tante tensioni che periodicamente attraversano i rapporti all’interno della maggioranza stessa o con l’opposizione. Si è trattato di un atto politico tutto interno alla maggioranza, pesante e destinato ad aprire una frattura profonda dentro gli equilibri già fragili della giunta guidata dalla sindaca Maria Monisteri.Un intervento dai toni duri, a tratti veementi, che, sin dalle prime battute, ha lasciato intuire come il bersaglio politico non fosse tanto una singola decisione amministrativa, ma la permanenza stessa di Drago all’interno della giunta.
Nel suo intervento di replica, l’assessore Drago ha ribadito come il suo approccio sia sempre stato improntato alla disponibilità e al confronto, in costante raccordo con il Sindaco, così come per tutte le altre deleghe, e “proprio perché questa funzione riguarda prevalentemente relazioni politiche e istituzionali, non può essere rendicontata, ha affermato Antonio Drago, come un elenco di pratiche amministrative o attività burocratiche. È inevitabile, quindi, che una funzione del genere risenta profondamente, ha proseguito, delle dinamiche politiche che attraversano l’aula, soprattutto in un clima complesso come quello vissuto negli ultimi mesi” .Il passaggio più duro e politicamente più rilevante di Drago è arrivato subito dopo, quando l’assessore ha raccontato pubblicamente quanto sarebbe avvenuto nel corso di un incontro chiarificatore tra lui e Roccasalvo, alla presenza della sindaca.
“Come lei stesso, consigliere Roccasalvo, mi ha detto durante un incontro chiarificatore alla presenza della Sindaca”, ha affermato Drago, “qualora il sottoscritto non avesse aderito a Forza Italia, avrebbe dovuto dimettersi e, insieme ai consiglieri di ‘Prendiamoci Cura’, Cristina Cecere e Neva Guccione, andare letteralmente a casa. Con l’aggravante”, ha proseguito Antonio Drago nel suo intervento in aula, “che proprio alla presenza della Sindaca ha parlato a nome di Forza Italia”.
Le dichiarazioni dell’assessore Drago hanno avuto l’immediato effetto di trasformare la normale dialettica consiliare in qualcosa di decisamente più rilevante. A questo punto, infatti, la questione si sposta inevitabilmente sul piano della leadership della sindaca Maria Monisteri: la sindaca sceglierà di difendere un proprio assessore, uomo di fiducia della sua amministrazione, oppure asseconderà la linea dettata, tramite il consigliere Roccasalvo, dal suo partito? Ed è qui che la vicenda rischia di trasformarsi in una crisi politica conclamata. Perché Antonio Drago, al netto delle appartenenze e delle valutazioni politiche e amministrative, è stato in questi mesi uno degli assessori più presenti e riconoscibili dell’esecutivo cittadino. Un assessore che ha costruito la propria immagine su un’attività amministrativa continua, spesso condotta con determinazione e con un profilo personale percepito da molti come autonomo rispetto alle logiche tradizionali di partito.
Ed è proprio questo, probabilmente, il nodo politico reale della vicenda. L’eventuale uscita di Drago dalla giunta finirebbe inevitabilmente per indebolire l’amministrazione Monisteri sotto diversi profili: sul piano dell’equilibrio interno, dell’immagine politica e persino della percezione pubblica della leadership del sindaco. Perdere un assessore che in questi mesi ha dimostrato grandissima lealtà alla Sindaca e che ha contribuito a dare una precisa identità politica all’esecutivo significherebbe certificare una fragilità già emersa in più occasioni.Ma anche l’ipotesi opposta avrebbe conseguenze altrettanto rilevanti. Se la sindaca decidesse, infatti, di mantenere Drago al proprio posto, si aprirebbe inevitabilmente un fronte interno con Forza Italia, il partito di maggioranza relativa che sostiene l’amministrazione e che la Sindaca non avrebbe certo la forza politica di contrastare.
Nel finale del suo intervento, Drago ha chiaramente lasciato intendere come le prossime ore saranno decisive anche per le sue valutazioni personali e politiche, dopo essersi confrontato con la Sindaca. Ha tenuto a precisare, inoltre, come il suo percorso politico sia stato vissuto in questi mesi da persona libera, con l’intenzione di terminarlo sempre da persona libera.Insomma, una situazione abbastanza delicata che certo non era prevista in un consiglio comunale come questo, a giudicare dai punti all’ordine del giorno.
In mezzo, adesso, resta una città che assiste a uno scontro politico nel quale il confine tra dialettica democratica e regolamento di conti interno appare ormai sottilissimo. E il messaggio politico che molti, dentro e fuori il Consiglio comunale, hanno colto è chiaro: o dentro una determinata linea politica, oppure fuori dagli equilibri di governo. Bisognerà capire, adesso, anche cosa accadrà agli altri assessori che, al pari di Antonio Drago, Tino Antoci e Samuele Cannizzaro, una scelta politica non l’hanno ancora compiuta. Toccherà anche a loro una sorte simile?
Tra i corridoi di Palazzo San Domenico danno per certa un’imminente adesione di Samuele Cannizzaro a Forza Italia, il quale quindi dovrebbe essere “salvo”. Cosa diversa per l’assessore Antoci, il quale però sarebbe anche pronto a mettersi da parte senza rotture o collisioni di sorta, almeno sempre secondo ciò che si sussurra tra i rumorosi e chiacchieroni corridoi dell’antico palazzo. Insomma, in tutto ciò rimane certa una dinamica che rischia di aprire una stagione ad alta tensione dentro il palazzo della città, con una cosa che appare già evidente: nell’aula consiliare di Modica, non si è consumata una semplice polemica politica. Si è aperta, a tutti gli effetti, una crisi dalle conseguenze imprevedibili.
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