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Emergenza caldo e popolazione fragile: la proposta per una rete sanitaria territoriale
26 Mag 2026 12:38
Una proposta indirizzata al sindaco Mario Marino ed al direttore generale dell’Asp di Ragusa, Pino Drago. E’ a firma del dottor Antonino Nigito forte di adeguate conoscenze in campo medico, ambientale e climatico. E’ lui che parla di territorio in cui, per condizioni climatiche e demografiche, la popolazione fragile è particolarmente condizionata da periodi di caldo estremo. La sua proposta la consegnerà venerdì in occasione dell’apertura dell’ospedale di comunità al Busacca. Anziani soli, pazienti cronici, soggetti non autosufficienti, residenti in abitazioni prive di raffrescamento ambientale, ospiti di case di riposo periferiche, rischiano di rimanere ai margini per dare risposte al grande flusso turistico che c’è in zona. “Propongo un servizio territoriale minimo di prevenzione attiva ed assistenza domiciliare climatica basato su un coordinamento territoriale e di prevenzione precoce, su un monitoraggio attivo della fragilità, l’assistenza tempestiva sociosanitaria domiciliare e su interventi urgenti durante le ondate di calore – spiega il dottor Antonino Nigito – un contatto preventivo può evitare ricoveri, ridurre eccessi impropri al Pronto Soccorso e prevenire aggravamenti potenzialmente gravi”.
Con quali strumenti?
“Un registro comunale delle fragilità climatiche con identificazione di anziani soli, pazienti cronici ad alto rischio, persone residenti in aree isolate, ospiti di stutture residenziali e poi con un’Unita’ mobile territoriale minima composta da infemiere, OSS/autista e volontari civili da impegnare in controlli domiciliari, monitoraggio clinico, idratazione valutazione precoce e valutazione dei bisogni logistici” – prosegue Antonino Nigito.
I numeri di chi potrebbe usufruire di questo servizio e che si trova in condizioni di fragilità.
“Su una popolazione residente di circa 26mila abitanti è possibile stimare la presenza di una quota di soggetti fragili particolarmente vulnerabili agli effetti delle temperature estreme così ripartita: anziani > 75 anni da 1500 a 2000; anziani soli o socialmente isolati da 600 a 1000; pazienti con BPCO / insuff.resp.cronica da 500 a 800; pazienti con patologie cardiovascolari complesse da 400 a 700; pazienti oncologici in trattamento fragili da 250 a 400; persone con disabilita’ grave da 200 a 300. Dobbiamo ricordare che la tutela delle persone fragili durante gli eventi climatici estremi non rappresenta soltanto una necessità sanitaria ma una responsabilità civile e comunitaria che richiede una nuova cultura della prevenzione della solidarieta’ e dell’organizzazione territoriale”.
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