Modica e la scalinata di San Giorgio al centro di un clamoroso fake: nessun rituale del 29 maggio!

Modica e la splendida scalinata del Duomo di San Giorgio sono finite al centro di una narrazione suggestiva quanto infondata. Nelle ultime ore una pagina Facebook denominata “Quel che non sapevi” ha diffuso un post in cui si racconta di un presunto rituale che si svolgerebbe ogni 29 maggio: migliaia di persone salirebbero e scenderebbero tre volte i 250 gradini pratica che sarebbe documentata dal 1643 e addirittura riconosciuta come patrimonio immateriale UNESCO.

Peccato che di tutto questo non vi sia alcuna traccia storica.

La devozione per San Giorgio a Modica è reale, radicata e profondamente sentita. Le celebrazioni in onore del santo patrono richiamano ogni anno tanti fedeli e visitatori. Ma il rituale descritto nel post — con date precise, numeri dettagliati e riferimenti a presunti archivi parrocchiali del 1643 — non risulta documentato né nella tradizione cittadina né nelle fonti storiche accreditate.

Nel testo si parla anche di un’eredità diretta dei culti greco-romani legati alla “purificazione verticale”, teoria affascinante ma priva di riscontri scientifici. Così come non trova conferma il presunto riconoscimento quale patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO: a Modica non esiste alcun riconoscimento specifico per un rituale del genere.

Il meccanismo è ormai noto: si parte da un luogo reale e iconico, come la scenografica scalinata del Duomo, si aggiungono date puntuali, numeri precisi, riferimenti a presunti studi storici e si inserisce la parola “UNESCO” per rafforzare la credibilità. Il risultato è una narrazione accattivante, capace di fare rapidamente il giro dei social, ma priva di fondamento.

La notizia sta già facendo storcere il naso a molti lettori ed è importante, anche in questa occasione, ricordare che bisogna mantenere sempre alta l’attenzione. In un’epoca in cui testi e immagini vengono sempre più spesso generati o manipolati con l’intelligenza artificiale, verificare le fonti è un dovere, soprattutto quando si parla di storia e identità di un territorio.

Modica non ha bisogno di leggende inventate per raccontare la propria grandezza: la sua storia, la sua architettura e la sua tradizione religiosa parlano già da sole.

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