MEDITERRANEO MAR DI TRAGEDIE

Siamo costretti a stimare numeri sui morti lungo il canale di Sicilia. Nel 2011 abbiamo assistito a più di 1400 naufraghi.

Non so se pensare a una vera guerra ma deve essere per forza questo il destino di quasi 20 mila persone morte in 20 anni nel tentativo di attraversare queste dannate frontiere? Eppure l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite lo definisce proprio così, un vero bollettino di guerra quello del 2011 caratterizzato dall’arrivo in Italia di 56 mila persone provenienti dalla Libia e dalla Tunisia.

Sul sito “Fortess Europe” si evincono sbarchi lungo il Canale di Sicilia di ben 1408 persone secondo la stima effettuata dal giornalista Gabriele Del Grande.

Una stima approssimativa, per difetto per non contare dei “naufragi fantasmi” di cui tuttora non abbiamo altre notizie ne ritrovamenti.

Il 2011 è l’anno delle fughe, delle sommosse, delle insurrezioni libiche dove l’esercito di Gheddafi disseminava il terrore con la persecuzione di migranti africani che si rifugiavano su grosse imbarcazioni mal ridotte in balia di chissà quale fine o quale destino. Quanti morti nel tentativo di attraversare le frontiere europee.

Frontiere della speranza…frontiere della morte, invece.

Terrificante riscontrare che tante salme non sono mai state recuperate.

Un record vero e proprio di disperati alla ricerca di una tanto aspirata serenità.

Anime affrante, anime sperdute dagli occhi lucidi di chi ha versato fin troppe lacrime, di chi ha abbandonato per costrizione la propria terra e non sa ancora cosa lo aspetta: il disagio di invocare aiuto a un luogo estraneo alla sua vita. Terra estranea al suo stato d’animo, al suo tragico vissuto. Occhi spenti dalle troppe lacrime versate appunto e da quelle ingoiate per orgoglio.

E poi ci sono i numeri che sono allarmanti: per questo ho sempre detestato i numeri per la loro freddezza, per il loro modo di essere così rigidamente scontati: ma qui servono per contare le persone, purtroppo i numeri sono le persone.

I naufragi degli ultimi giorni indicano un segnale di vera emergenza quella dei morti in mare, appunto.

Il Ministero degli Esteri Tunisino ha confermato la partenza di una nave con a bordo più di un centinaio di migranti.

Fonti della magistratura di Palermo sostengono che siano stati proprio gli stessi scafisti a gettare in mare i migranti prima di arrivare a Lampedusa. Hanno recuperato solo il corpo di un uomo. Sarebbero 79 i dispersi.

Immaginate cosa vuol dire la fuga disperata di famiglie intere, unite dalla stressa tragedia e all’improvviso disgregate dalla furia di un pazzo scafista che si sente autorizzato a spezzare vite. A spezzare legami forti, indissolubili come quelli familiari.

Non oso pensare quanti annegati. Non voglio pensare quanti bambini annegati. Troppi morti sul Mar Mediterraneo.

Una strage di innocenti: il nostro mare ingoia tragedie umane.

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