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Lavoro e università, Eduscopio dà le pagelle anche alle scuole ragusane
11 Nov 2021 17:00
Il Majorana (Is Ferraris) di Ragusa per gli istituti tecnici-tecnologici, il Nautico “Giorgio La Pira” di Pozzallo per gli istituti tecnici-economici, il “Principi Grimaldi” di Modica per gli istituti professionali-servizi, il “Gaetano Curcio” di Ispica per gli istituti professionali-industria e artigianato: sono queste le scuole secondarie superiori di II grado della provincia di Ragusa che danno maggiori opportunità di trovare un lavoro entro due anni dal conseguimento del diploma, in coerenza con il titolo conseguito. C’è questo e tanto altro nell’edizione 2021-2022 di Eduscopio, la ricerca annuale della Fondazione Agnelli pubblicata oggi, consultabile su eduscopio.it.
Cliccando sulla città interessata e ampliando il più possibile il raggio per gli spostamenti, alunni e famiglie, docenti e dirigenti scolastici possono prendere visione delle classifiche e dei punteggi ottenuti dalle singole scuole suddivise per tipologie di indirizzo.
Fra le scuole che preparano meglio all’università, tra i licei classici spicca il Vico-Gagliardi di Ragusa, il Fermi di Ragusa fra i licei scientifici, il Verga di Modica fra gli istituti in scienze umane, il Vico-Gagliardi di Ragusa fra i licei linguistici.
Contro Eduscopio si è espressa la Flc- Cgil: “La scuola italiana è assillata già da mille problemi strutturali, ai quali il personale tutto, meritoriamente, cerca di porre soluzioni ogni ora del giorno. Stilare graduatorie di presunto “merito” mentre si cerca di uscire con estrema fatica dai limiti e dai problemi posti dalla pandemia è un esercizio non solo in sé sbagliato ma soprattutto pericoloso. Quelle graduatorie, che sembrano oggettive, ma non lo sono, nei fatti potrebbero alimentare disuguaglianze già profonde tra istituti, territori, regioni. E soprattutto, rischiano di incoraggiare forme di sfiducia verso l’intero sistema scolastico pubblico. Ecco perché non siamo mai stati convinti delle graduatorie “di merito”, sia degli istituti scolastici che degli atenei. Certo, le graduatorie sanno attrarre qualche articolo di giornale e la curiosità delle famiglie, ma proprio per questo sono pericolose”.
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