LAUREATI AL TEMPO DELLA CRISI

 Sempre più convinti nel lasciare l’Italia per trasferirsi all’estero, più puntuali nel terminare gli studi, pronti a sacrifici pur di mantenere un posto di lavoro.  Questa l’immagine che scaturisce dalla nuova indagine, condotta da AlmaLaurea, che ha coinvolto circa 215mila laureati. Nonostante la nuova generazione sia quella che sta pagando lo scotto maggiore della crisi, i giovani si dimostrano sempre più pronti a fare dei sacrifici pur di avere un’occasione di lavoro. Disponibili a trasferirsi all’estero, disponibili a compiere trasferte frequenti di lavoro e a cambiare residenza.

Secondo questo nuovo report negli ultimi quattro anni la percentuale dei ragazzi e delle ragazze pronti a lasciare l’Italia è salita al 44 per cento, facendo registrare una crescita di otto punti percentuali rispetto alla passata rilevazione. Sempre più orientati a cercare fortuna altrove alla ricerca di una realizzazione professionale consona visto che la disoccupazione giovanile è passata dal 22,8 per cento della fine del 2008 al 35,9 per cento di marzo di quest’anno. Dal rapporto emerge come continui ad aumentare la quota dei giovani che concludono gli studi nei tempi previsti, così come aumentano coloro che frequentano le lezioni e partecipano a esperienze di stage e tirocini durante gli studi. Cala quindi la durata del percorso di studi. Il numero dei laureati che raggiunge l’ambito traguardo possiede un’età media di 26,9 anni mentre nel 2004 (l’anno precedente le ultime riforme universitarie) finivano il corso di studi in media a 27,8 anni.

Sono buoni anche i risultati ottenuti grazie allo svolgimento di tirocini durante gli studi. Dal 2004 a oggi è quasi triplicata la quota dei laureati che hanno avuto modo di fare degli stage. Nel 2011 il 55 per cento dei ragazzi usciti da un ateneo ha partecipato a un percorso di tirocinio formativo universitario mentre, prima delle riforme, il dato era del 20 per cento dei laureati. Sicuramente una buona notizia sul fronte della professionalizzazione delle risorse e dell’occupazione considerato che i tirocini aumentano la possibilità di trovare un’occupazione del 13,6 per cento.  

Preoccupanti i dati sulle immatricolazioni. Negli ultimi 8 anni sono infatti calate del 15 per cento, confermando il ridotto interesse per gli studi universitari di una larga fascia della popolazione giovanile. Resta quindi lontano l’obiettivo europeo di raggiungere a far laureare il 40 per cento della popolazione di età tra 30 e 34 anni mentre i numeri attuali parlano di un 20%.

 

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