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LA VICENDA D’ALIA-SCIASCIA HA SUSCITATO UN INTERVENTO DI UN LETTORE DI RAGUSA OGGI
08 Nov 2012 15:23
Egregio Dr Portelli, Le inoltro la presente, ancora nell’indecisione se fosse stato più opportuno limitarmi a trasmettere un commento ad una articolo oppure inviare una classica lettera al Direttore.
Ho deciso per la seconda ipotesi perché lo spazio per un semplice commento sarebbe stato, in ogni caso limitato, ma più ancora perché il mio contributo attiene, sia pure indirettamente, alle questioni che riguardano gli aspetti giornalistici della Sua testata che coinvolgono, necessariamente, i lettori, questioni che si mantengono nel tempo e non sono ristretti negli angusti spazi temporali di un commento.
L’oggetto del contendere è la nota di una coordinatrice di un movimento politico dal titolo “Le fantomatiche elucubrazioni del Sen. D’Alia”.
Considerati i toni emersi dai commenti, desidero primariamente esplicare il senso del mio intervento, di lettore e non assolutamente di ‘tifoso’ di una delle due parti : penso di poterlo fare in quanto ciò che sta scritto sulle pagine è indirizzato anche a me, come lettore, e ritengo di avere il diritto di esprimere una opinione sulla validità di quanto scritto e inserito sulle pagine, opinione che, soprattutto si può riferire, anzi si deve, non solo all’articolo in questione ma più diffusamente ai contenuti del giornale.
Personalmente mi gratifica, come lettore, l’attenzione che viene rivolta agli articoli da diverse persone, attenzione che è sancita dal tono appassionato degli articoli e che mi conforta per la scelta delle testata da seguire, come penso possa gratificare anche Lei, prima di tutto attraverso l’analisi dei commenti che possono costituire, senza dubbio, un termometro dell’interesse suscitato dalla Sua creatura.
Desidero intraprendere una analisi aderente alla successione temporale degli interventi, per trarre alla fine delle considerazioni generali che attengono alla economia di ‘share’ della testata.
Il tutto parte da una nota della coordinatrice di un movimento politico su vere o presunte strategie politiche di un altro partito: qui si evince il primo problema che mi sta a cuore.
Come lettore, preferirei sempre leggere l’articolo scritto da un giornalista che ‘mangia’ cose di politica, con un palato minimamente raffinato. I comunicati dei partiti e dei loro rappresentanti vanno inseriti fra gli spazi a pagamento e non propinati come notizie, quando soprattutto si estrinsecano in critiche e denigrazioni. Non posso trovarmi obbligato a leggere diatribe che, forse, affondano le radici anche nel personale.
Ancora più fastidioso il dover leggere imprecisioni marchiane, che tentenno ad esprimere considerati i toni usati verso due dei commentatori.
Elucubrazioni non è un termine appropriato perché non trattasi di cura e attenzione per una opera intellettuale, come non è appropriato il termine fantomatiche per delle operazioni di strategia politica che sono sotto gli occhi di tutti, tant’è che sono oggetto di articolo. Non è ancora appropriato parlare di inciucio perché non trattasi di operazione sottobanco, vedendo protagonisti deputato, primo dei non eletti, segretario regionale, Governatore che deve nominare e chissà quanti altri.
La prassi di presentazione come indipendente nella Lista di un Partito, mi sembra, non è cosa nuova né inconsueta e non mi pare questa la sede opportuna per disquisire sugli eventuali limiti di una scelta che, in ogni caso, era e doveva essere a conoscenza degli elettori, elettori che debbono conoscere il candidato prima di votare e non informarsi dopo sulle sue scelte, cosa quest’ultima che connoterebbe un elettorato leggero e superficiale.
Lascia poi perplessi, da parte di un addetta ai lavori, la mancata conoscenza delle Norme sulla ineleggibilità e incompatibilità dei Deputati Regionali, (L.R. 8/2009), che non impongono le dimissioni per la nomina assessoriale.
Il tutto era condito, alla fine, con l’invito al candidato non eletto di convergere sulle fila del movimento.
Tutto potrebbe finire qui ma un anonimo ci mette il sale e il segretario provinciale del partito interessato ci mette il pepe.
Considerati gli elementi emersi prima, di cui purtroppo l’estensore della nota non aveva contezza, sarebbe stato meglio far morire lì la cosa. Fu, invece, guerra di parole e di opinioni, molte delle quali fuori luogo, che, trascendendo facilmente nel personale, non si adattano per stile e per contenuti alle pagine di questa, come di altre testate.
Un primo commento, che mi ha colpito perché aveva a cuore l’attinenza della nota per le pagine del giornale, si chiedeva il perché dell’intromissione nei fatti di altri partiti, interrogativo se non condivisile certo non vietato né criticabile. In toni sostanzialmente garbati e, in ogni caso non offensivi, si faceva notare come “nessun è fesso” e quindi spropositato era l’allarme che si voleva suscitare per una operazione politica più volte collaudata ed, eticamente, non del tutto censurabile.
L’anonimo commentatore è stato aspramente contestato, con termini, ritengo, anche pesanti, arrivando a parlare di coraggio, di dignità e di chissà qual timore che consigliava di celarsi dietro una sigla. In sostanza un irrefrenabile nervosismo per le opinioni espresse che venivano tradotte in critiche irricevibili.
Addirittura un altro commentatore ha parlato di velo pietoso da stendere sul primo commento !
Ma la coordinatrice ha mai visto i commenti a piè degli articoli più importanti sulle più qualificate testate nazionali on line? Sa che esistono ? Sa quanti sono quelli che si firmano con una sigla o un pseudonimo ?
Pensa che chi si occupa di politica, ai vari livelli, si sognerebbe di esplodere in offese per una critica ricevuta? Gli attuali politici, in questi mesi, dovrebbero girare sulla rete armati di bombe chimiche per quello che gli viene detto, quando in maniera garbata, quando senza mezzi termini.
Anche per questo aspetto, non è la sede per disquisire sulla opportunità di non firmare o di firmare con una sigla, fermo restando che per rilievi di carattere legale la testata deve aver, precauzionalmente, registrato l’origine del commento.
Il secondo intervento è del segretario provinciale del partito interessato che in forma sintetica, senza troppo fronzoli, prende le difese del suo segretario regionale e del partito. In sostanza, in maniera sbrigativa, esprime uno dei concetti del primo commentatore, sulla opportunità di ingerenze in altri partiti.
Cosa ben diversa sarebbe stato nel caso di un articolo a firma di un giornalista, dove si sarebbero potuti contestare i contenuti e si evitava di scendere nella contrapposizione personale.
Questo intervento scatena la reazione, addirittura, di un non meglio precisato Presidente del movimento (non viene specificato se Presidente a livello locale, regionale o nazionale) che si butta in una difesa, certamente legittima ma, a tratti, quasi farneticante, dove si fa sfoggio del dico e non dico a proposito di leader nazionali, si esagera con la parola denigrare, si fa sfoggio di una nuova definizione di ‘elucubrazione’, e si conclude con una doppia censura sul fatto di aver denigrato e alterato i toni con una signora, cosa questa che è discutibile in quanto la diatriba era aperta con la cooordinatrice del movimento e, una volta acquisiti, o quanto meno pretesi, diritti di parità, pari opportunità e quote rosa, può sembrare pretestuoso, magari non a tutti, pretendere in più, modi e comportamenti cavallereschi.
In ogni caso il commento, meglio dire l’intervento, lasciava trasparire toni aspri che, malcelati, scivolavano facilmente nell’attacco personale.
Il tono dell’ultimo intervento ha fatto da traino ai seguenti che sono stati imperniati sull’attacco al segretario del partito attraverso considerazioni di carattere politico: si è andati all’attacco attraverso il biasimo per il messaggio di solidarietà a Drago per le note vicende giudiziarie per poi andare alla critica (resa inutile dagli ultimi risultati elettorali) per l’accordo UDC-PD. Da rimarcare solo il fatto che gli ultimi due commentatori si sono dichiarati elettori del candidato Meli, elemento questo che farebbe emergere l’esigenza di una netta presa di posizione da parte del suddetto candidato, peraltro chiaramente richiesta dalla coordinatrice, nell’articolo.
Così come ci può essere qualcuno che non approva le sigle e i pseudonimi, così come ci può essere qualcuno che pretende di esternare critiche e posizioni in nome del bene comune, ci può essere chi non tollera che pagine di informazione vengono usate per propaganda, per di più di discutibile livello per i contenuti e per gli attacchi personali.
E ricollegandomi a due passi, uno dell’articolo e uno del commento, dove si mira ad una politica finalizzata al bene comune e si è contro tutti gli attuali partiti politici che hanno fallito, non ci si può esimere dal constatare come sia difficile e impervia la strada per arrivare al rinnovamento della vecchia politica.
Non vedo perché, però, questa strada deve attraversare una piacevole e rilassata lettura dei nostri giornali: può servire ad attirare lettori o, piuttosto, allontana quanti interessati solo ad un profondo e moderato confronto politico?
Lettera firmata
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