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La politica dei numeri …di Franca Iurato
30 Set 2010 17:04
La logica dei numeri supera la democrazia? E’ possibile con questa legge elettorale in cui i parlamentari, nominati da chi sta ai vertici dei partiti, sono anch’essi dei numeri, funzionali al potere fine a se stesso. La repubblica dei partiti e della democrazia rappresentativa è finita con la prima repubblica, sono venuti a mancare i principi fondanti: cultura, valori, equilibrio istituzionale.
La vita democratica, ridotta ad alchimia politica, disattende le reali esigenze dei cittadini. Stiamo vivendo “il transito” ossia l’attraversamento della terra di nessuno, in cui l’unica certezza è l’incertezza. Il diritto alla dignità di ogni individuo, per il fatto stesso che è persona, fondante per la convivenza civile, si perde tra nebbie padane, l’Helvetia e la Gallia (usiamo termini romani considerando l’amore per il latino di cui ha dato prova il ministro Bossi traducendo l’acronimo S.P.Q.R.)
Un numero, un cittadino, come può fare udire la propria voce, reclamare i propri diritti in un sistema politico che ha finito di ascoltare la gente, per occuparsi di personalissimi problemi, come i vari lodi, i processi brevi, e le maggioranze rastrellate col metodo del bastone e della carota. Quest’ultima giornata, in cui il premier ancora una volta ha posto la fiducia, ha visto la prevaricazione garantita dai numeri, con una logica sempre meno vicina alle necessità della nazione e più “ad personam”
Le diverse ipotesi hanno lasciato il posto alla certezza che nulla è cambiato per le sorti dell’Italia, se non i pruriti delle periferie che già scalpitano per sovvertire equilibri più consoni ai nuovi paventati assetti, che in realtà mai sono stati vincolanti per i locali, guidati da altre logiche. Comunque queste grandi manovre, più di facciata che di sostanza, non salveranno la tenuta di questa maggioranza: siamo al capolinea.
Finirà per logoramento interno o magari in maniera inattesa. Il dopo sarà un ripartire dal concetto stesso di democrazia, di stato unitario, dalla legge elettorale e dalla risoluzione del conflitto di interesse, da considerare priorità assoluta.
“Il più pericoloso nemico della verità e della libertà, fra noi, è, se proprio volete saperlo, sì, è la maggioranza, la solida e compatta maggioranza, la maledetta maggioranza democratica [….] chi è che forma in un paese la maggioranza, gli intelligenti o gli imbecilli? [….] di imbecilli se ne trova una maggioranza schiacciante”. Ibsen, Un nemico del popolo, 1882, atto IV.
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