Riparte un’opera attesa da anni nel territorio ibleo. L’ASP di Ragusa ha dato il via libera definitivo ai lavori per la realizzazione del Presidio Territoriale di Assistenza (PTA) di Pozzallo, con l’adozione della delibera n. 907 del 24 aprile. Un passaggio decisivo che consente di riavviare il cantiere dopo lo stop seguito alla risoluzione del […]
LA GUARDIA DI FINANZA SCOPRE BANCAROTTA FRAUDOLENTA
11 Mar 2011 23:38
L’amministratore ed il socio di una società di Comiso operante nel settore del commercio al dettaglio di articoli di gioielleria e di argenteria, dovranno rispondere di bancarotta fraudolenta, in violazione all’art. 216 della Legge Fallimentare del 16 marzo 1942 e, per questo sono stati denunciati a piede libero alla Procura della Repubblica di Ragusa. Le indagini della Guardia di Finanza, iniziate a seguito del fallimento di una rinomata gioielleria di Comiso, hanno consentito, dopo una specifica e complessa attività di accertare una grave distrazione del monte merci societario, costituito in gran parte da gioielli, orologi, collane, bracciali e quant’altro, per un importo complessivo di oltre 350 mila euro. Infatti la legge di riferimento prevede, che l’imprenditore, prima e durante la procedura fallimentare non possa alienare o trasferire i beni a qualunque titolo a terzi, ma deve preservare tutto il proprio patrimonio per garantire la parità di trattamento fra tutti i creditori. Il socio e l’amministratore, sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria perché è emerso, grazie all’analisi dei Finanzieri di Vittoria che avevano prelevato la merce dal negozio prima che il curatore fallimentare procedesse all’inventario.
La Guardia di Finanza monitora e analizza costantemente tutti i fallimenti che si verificano in provincia per accertare la presenza di eventuali reati fallimentari, tra questi il reato di bancarotta fraudolenta è il più pericoloso per il corretto svolgersi del circuito economico.
(s.v.)
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