Ispica, ubriachi a 11 anni nella notte di Halloween: la richiesta di controlli

Ispica, ubriachi a 11 anni nella notte di Halloween: la richiesta di controlli

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La notte di Halloween è ormai passata, ma quanto accaduto a Ispica continua a far discutere e, soprattutto, dovrebbe far riflettere l’intera comunità. Perché dietro gli episodi di ragazzini in stato di ebbrezza, alcuni dei quali avrebbero appena 11 anni, non c’è soltanto una serata finita male, ma un fenomeno preoccupante che riguarda la sicurezza, la salute e il futuro dei nostri giovanissimi.

A rendere bene la gravità della situazione è la testimonianza pubblicata da una cittadina, che ha raccontato di aver assistito personalmente a scene drammatiche nella piazzetta della Santissima Annunziata, lungo il corso. Una denuncia accorata, nella quale descrive bambini incapaci di stare in piedi, cadute, malori e una ragazzina che, dopo essersi accasciata su una sedia all’interno di un’attività, avrebbe ripetuto disperatamente: «Non vedo, non vedo».

La donna racconta di essersi prodigata per aiutare i ragazzi a rialzarsi e a non cadere, sottolineando come non si tratterebbe neppure di un episodio isolato. Secondo quanto riferito, appena tre settimane prima si sarebbe verificata una situazione analoga, con l’intervento di un’ambulanza per soccorrere alcuni studenti delle scuole medie completamente ubriachi.

Nel suo appello, la cittadina denuncia anche quella che ritiene essere stata l’indifferenza di alcuni adulti e le difficoltà incontrate nel chiedere l’intervento delle forze dell’ordine. Accuse e circostanze che meritano gli opportuni accertamenti, ma che pongono comunque interrogativi importanti sulla capacità del territorio di rispondere a situazioni di emergenza che coinvolgono minorenni.

Il suo messaggio è rivolto soprattutto ai commercianti e ai gestori dei locali: non vendere alcolici ai minorenni, chiedere i documenti e intervenire quando un ragazzo manifesta sintomi di malessere. Ma l’appello riguarda anche genitori, istituzioni e cittadini, perché la tutela dei più giovani non può essere delegata a una sola componente della società.

Non possiamo considerare normale che ragazzini ancora alle scuole medie riescano ad accedere così facilmente alle bevande alcoliche, fino a ridursi in condizioni che possono mettere seriamente a rischio la loro salute. La vendita e la somministrazione di bevande alcoliche ai minori sono vietate dalla legge. Non bastano, dunque, gli appelli alla sensibilità e al senso civico degli esercenti. Occorrono controlli effettivi, frequenti e mirati, soprattutto nei fine settimana, durante le manifestazioni e nelle zone maggiormente frequentate dai giovanissimi.

Chi viola la legge deve essere individuato e sanzionato. Servono multe e l’applicazione rigorosa delle conseguenze previste dalla normativa, comprese le eventuali sospensioni e revoche delle autorizzazioni nei casi consentiti. Non è accettabile che qualcuno possa continuare a vendere alcolici ai minorenni senza conseguenze. La tutela dei ragazzi deve venire prima di qualsiasi interesse commerciale.

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Ispica, Pierenzo Muraglie, che ha voluto innanzitutto esprimere vicinanza alla ragazza coinvolta nell’episodio di sabato notte e alla sua famiglia, invitando tutti a rispettare la riservatezza della minorenne.

Muraglie ha proposto di rafforzare la prevenzione nelle scuole, già dalle ultime classi della primaria e dalle medie, attraverso operatori qualificati e non soltanto incontri occasionali, affiancando a queste attività uno sportello d’ascolto accessibile ai ragazzi. Un ruolo importante dovrà essere riservato anche alle famiglie, con momenti di confronto e sostegno per i genitori.

Tra i punti sottolineati dal sindaco figura proprio la necessità di controlli sulla vendita di alcolici ai minorenni, in collaborazione con gli esercenti. Controlli che rappresentano, come ha ricordato, un dovere di legge ma anche una responsabilità condivisa.

L’intervento del sindaco apre una riflessione importante, ma accanto alla prevenzione, all’ascolto e alle iniziative educative serve anche un’azione immediata sul fronte dei controlli. Se bambini di 11 e 12 anni arrivano a consumare quantità di alcol tali da non riuscire a stare in piedi, bisogna capire concretamente da dove provengano quelle bevande e chi le abbia messe a loro disposizione. È necessario che l’amministrazione comunale, in collaborazione con le forze dell’ordine e gli organi competenti, promuova verifiche costanti presso gli esercizi commerciali e i locali, soprattutto nelle serate in cui si concentra la presenza dei minorenni.

Le regole esistono e devono essere rispettate. Chi vende alcolici ai minori deve assumersi le proprie responsabilità e andare incontro alle sanzioni previste dalla legge. Non si può continuare a parlare di prevenzione se poi manca il controllo sul rispetto delle norme.

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