Iblea Acque riduce l’acqua ai morosi, da Modica la richiesta di un anno di moratoria

Iblea Acque riduce l’acqua ai morosi, da Modica la richiesta di un anno di moratoria

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Bollette arrivate in ritardo, importi calcolati solo su stime, consumi che non tornano. È su questi problemi, segnalati da molti utenti, che si innesta la protesta contro le procedure di riduzione e sospensione della fornitura idrica annunciate da Iblea Acque nei confronti dei morosi. La richiesta è una moratoria di almeno un anno su ogni iniziativa di recupero crediti, riduzione o sospensione, per verificare prima i consumi reali e correggere le posizioni sbagliate.

Il punto, si sostiene, è che non si possono pretendere pagamenti senza un accertamento serio e trasparente di quanto effettivamente dovuto. La legge prevede la sospensione solo quando non è possibile limitare il servizio, e garantisce in ogni caso un minimo di 50 litri al giorno per persona; ma in un momento di forte difficoltà economica, con l’inflazione che erode salari e pensioni, colpire il bene più essenziale rischia di umiliare e spaventare chi già fatica.

Durante la moratoria, è la proposta, andrebbero garantiti la verifica puntuale dei consumi, la rettifica degli errori, la tutela delle famiglie in difficoltà e piani di rientro graduali e sostenibili. Non si nega la sostenibilità del servizio pubblico, si precisa, ma questa non può essere costruita dall’oggi al domani dopo anni di ritardi e inadempienze.

A chiedere la moratoria è l’Alternativa Socialista di Modica, con Antonio Ruta, che si rivolge a Governo, Regione, Libero Consorzio comunale di Ragusa, sindaci, consiglieri e parlamentari perché intervengano con un atto politico concreto e unitario.

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