Ispica piange Michela Canto: «Sto partendo. Vi mando un bacio». Il suo ultimo messaggio è un inno alla vita

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Ci sono persone che, anche quando se ne vanno, lasciano qualcosa che continua a vivere negli altri. Michela Canto era una di queste.

Oggi Ispica piange una giovane donna, fra qualche giorno avrebbe compiuto 35 anni,  che ha affrontato la malattia con un coraggio difficile da raccontare a parole. Una donna che, fino alla fine, ha scelto di non lasciare che la sofferenza cancellasse la gioia di vivere, il sorriso, la voglia di fare, di incontrare, di impegnarsi e di essere accanto agli altri.

Michela era una ragazza rara. Una di quelle persone capaci di trovare gioia nelle cose che facevano e nelle persone che incontravano. La sua era, per usare le parole di chi l’ha conosciuta, la pura gioia di vivere, quella partecipazione positiva al ritmo della vita che non si insegna e che non si può fingere. La malattia era già parte della sua vita quando molti hanno avuto la possibilità di conoscerla. Eppure il suo dinamismo era contagioso, la sua intraprendenza continua, il suo sorriso sembrava non estinguersi mai.

Anche quando la malattia si è aggravata, Michela ha continuato a fare qualcosa di straordinario: tranquillizzare gli altri. Parlava, discuteva, si interessava alle cose, si impegnava nei suoi compiti. Continuava a vivere. Continuava a esserci. Continuava a guardare avanti. Un vero faro di umanità, una giovanissima maestra di vita.

Michela è stata anche una donna impegnata nella sua comunità. Alla guida del Rotaract, ha inseguito istituzioni, portato avanti programmi e progetti, affrontato ostacoli con la determinazione di chi non considera mai una difficoltà una ragione sufficiente per fermarsi. Sempre con il sorriso. Sempre con quell’ottimismo che sembrava appartenere alla sua natura. E intanto, dietro di lei, c’era una malattia terribile. Un mostro che Michela non ha mai lasciato vincere sul piano più importante: quello della sua voglia di vivere.

Non si è rifugiata nello sconforto. Non ha permesso alla paura di definire chi fosse. Ha continuato a vivere la propria vita con la sensibilità e il piglio sicuro di chi, spesso, riesce persino a guidare gli altri. Forse il modo più autentico per comprendere Michela, però, è leggere le sue stesse parole. Perché il manifesto con cui ha annunciato il proprio funerale lo ha scritto lei.

Non un semplice necrologio, ma quasi una lettera. Un ultimo saluto. Un invito rivolto alle persone che ha amato. «Ho vissuto una vita intensa, fatta di salite e di discese, di momenti belli ed altri meno piacevoli, ma sempre affrontati con amore, tenacia, un pizzico di follia, ma sempre profondamente libera». E poi: «Adesso, per la prima volta, sono davvero in pace. Sono serena».

Michela ha voluto indicare anche le persone che desiderava accanto a sé: i suoi amati genitori, Giovanna e Giuseppe, i fratelli Lorenzo e Fabrizio, Angelo, gli affetti più cari e i familiari. E infine ha scritto una frase che, forse più di tutte, restituisce la sua straordinaria capacità di affrontare persino l’ultimo momento con la stessa serenità con cui aveva affrontato la vita:

«Venite a darmi un ultimo, caloroso abbraccio».

L’appuntamento è per mercoledì 23 settembre alle ore 16.30, nella Basilica Santa Maria Maggiore di Ispica. Poi, poche parole: «Sto partendo. Vi mando un bacio». E la firma: «La vostra Michela».

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