INDAGINE COPAI – ESEGUITE 5 ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE AI DOMICILIARI - Ragusa Oggi

INDAGINE COPAI – ESEGUITE 5 ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE AI DOMICILIARI


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INDAGINE COPAI – ESEGUITE 5 ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE AI DOMICILIARI
Cronaca
26 aprile 2011 11:42

La Guardia di Finanza di Ragusa ha eseguito questa mattina 5 ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari emesse da GIP presso il Tribunale di Modica – Dottoressa Patricia DI MARCO – su richiesta del Procuratore della Repubblica Dott. Francesco PULEIO. Le ordinanze sono state notificate a:

BARONE Mario, nato a Modica (RG) l’1.2.1951; MAIENZA Pietro, nato a Riesi (CL) il 28.09.1968;  MINARDO Riccardo, nato a Modica (RG) il 01.02.1951; SUIZZO Rosaria, nata a Ragusa (RG) il 07.08.1961; ZOCCO Giuseppa, nata a Modica (RG) il 15.05.1959; per i delitti di associazione per delinquere, truffa aggravata, malversazione ai danni dello Stato.

Le indagini, delegate dalla Procura della Repubblica di Modica alla Guardia di Finanza di Ragusa, Nucleo Polizia Tributaria, hanno riguardato diversi soggetti a vario titolo coinvolti nell’attività del Consorzio Provinciale Area Iblea (Co.P.A.I.) ed hanno consentito di accertare l’esistenza di una realtà associativa criminosa composta dagli indagati, legati da un apparato organizzativo suscettibile di essere ripetutamente utilizzato per la commissione di un numero imprecisato di delitti e concretamente utilizzato in molteplici vicende (tra le quali si segnalano l’acquisto di Palazzo Pandolfi per realizzare il cd. Centro polivalente Giorgio La Pira; l’acquisto di Palazzo Lanteri di Modica; l’acquisto dell’emittente Radio Onda libera), dipanatesi in un ampio lasso di tempo, durante il quale gli indagati si sono dedicati, dimostrando notevole professionalità, alla commissione di truffe e malversazioni ai danni dello Stato e ad altre attività fraudolente. Ciò che è emerso con maggiore evidenza è stata la gestione privatistica del patrimonio del Co.P.A.I., formato integralmente da fondi di provenienza pubblica, da parte degli indagati, tra i quali vi erano notevoli flussi finanziari all’apparenza privi di qualsiasi giustificazione.

Le complesse ed articolate indagini hanno così consentito di riscontrare il complesso meccanismo di frode gestito dagli indagati (anche mediante la creazione di falsi documenti: false fatture, falsi verbali di assemblea, false dichiarazioni di quietanza) e finalizzato a percepire indebitamente erogazioni provenienti dallo Stato, dalla Regione siciliana e da altri enti pubblici e a destinarli a finalità di personale arricchimento e comunque diverse da quelle previste, nonché a percepire illecitamente da privati profitti non dovuti.

I gravi precisi e concordanti indizi di colpevolezza, raccolti in esito alle citate indagini di Polizia Giudiziaria, hanno determinato la Procura della Repubblica di Modica a richiedere l’adozione del provvedimento restrittivo della libertà personale sussistendo tutte le esigenze cautelari previste dal codice di rito.

Il GIP, valutando positivamente quanto prospettato dalla Procura della Repubblica, ha accolto la richiesta disponendo la misura cautelare, per la cui esecuzione è stata delegata la forza di polizia che ha eseguito le indagini disposte dall’Ufficio del Pubblico Ministero.

Le indagini di polizia, su direttive del Procuratore della Repubblica di Modica Francesco Puleio, sono state svolte e tuttora proseguono, nell’ambito del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, dal Nucleo di Polizia Tributaria.

 


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