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Inchiesta Mare Jonio: “Il bonifico? Una donazione. Si chiama convenzione di Londra”
16 Mar 2021 08:44
Il bonifico? ”Era una donazione: si chiama ‘Convenzione di Londra’. C’è la fattura per essere tracciabili, perché tutti potessero vedere. Mi proponete di farlo in nero? Si chiama ”Convenzione di Londra” tra due società armatrici che sono all’interno di una situazione di quel tipo si può fare quel tipo di convenzione”.
Lo ha detto in un’intervista a ‘Quarta Repubblica’, in onda questa sera su ReteQuattro, Luca Casarini, capo missione di Mediterranea, indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e violazione alle norme del Codice della navigazione dalla Procura di Ragusa per il trasbordo di 27 naufraghi nel settembre 2020 dal cargo danese Maersk Etienne alla nave italiana Mare Jonio.
”Fare quello che dovrebbero fare gli Stati, cioè salvare le persone, occuparsi che non siano abbandonate in mare, costa un sacco. Queste cose sa da chi vengono finanziate? Da migliaia e migliaia e migliaia di persone che donano in tutta Europa: ci sono 8 navi e due aerei che agiscono. È facile sparare addosso a me, prendetevela con i potenti. Porro, che è lì, inviti i potenti a parlare di chi è la responsabilità di migliaia di esseri umani che muoiono nel Mediterraneo. Tutti i soldi raccolti vengono reinvestiti nel soccorso in mare, non ce ne è”.
Quando gli viene chiesto perché abbia detto ”Se avessero trovato i quattrini ci avrebbero arrestati tutti”, chiarisce: ”Era una battuta per dire ”Cosa volete cercare i soldi da me? Andateli a cercare da quelli che sono pieni di soldi. Dopo questa inchiesta, che durerà magari anni, si dimostrerà che l’intento era un altro: di infangare, bloccare, impedire, controllare la libertà delle persone che vanno a fare soccorso in mare. Alla fine vedremo. Poi i soldi, con le querele per diffamazione, allora li raccolgo io per metterli su una grande e nuova nave che compreremo con quei soldi lì”.
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