Il Vittoria che non t’aspetti: croce e delizia dei tifosi. Ecco i numeri della delusione biancorossa

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Il Vittoria che non t’aspetti. Croce e delizia dei tifosi. La squadra che aveva fatto sognare e immaginare un futuro diverso, è crollata, miseramente, nelle uilt9ime settimane ed è uscita al secondo turno dei play off.

È stata sconfitta in casa dall’Avola, che si era classificato al secondo posto, ma che soprattutto aveva disputato un girone di ritorno sottotono, collezionando appena 20 punti. Il Vittoria invece aveva fatto meglio, aveva disputato un campionato eccellente, con una bella cavalcata dopo le difficoltà dei mesi di ottobre e novembre e aveva chiuso al secondo posto, risultato conquistato con largo anticipo.

Dopo aver centrato il traguardo (e con il Modica che aveva vinto il campionato con largo anticipo) la squadra si è disunita e nelle ultime tre partite ha collezionato tre sconfitte. Cioè zero punti su nove. Poteva essere un campanello d’allarme e invece non lo è stato. Anche se, in casi come questi, è difficile ore rimedio e nessun allenatore può riuscire a dar in put a giocatori che ormai hanno staccato la spina.

Non sappiamo se è stato così nel caso del Vittoria, ma è certo che i biancorossi sono arrivati nel peggiore dei modi ai play off, cioè al momento topico del campionato. Nel primo turno contro il Mazzarrone, che ha disputato una grande partita, ha rischiato seriamente di perdere, nonostante giocasse in casa e con il sostegno forte del proprio pubblico. Il Mazzarrone è passato in vantaggio, ha difeso bene ed è stato trafitto solo da un gran gol nei minuti finali del campitano Peppe Sferrazza. Anche in questo caso, doveva essere ancora un campanello d’allarme e così non è stato.

Nel secondo turno dei play off, il Vittoria ha affrontato, sempre in casa, l’Avola. Che invece, a dispetto di un girone di ritorno incolore, ha ritrovato nelle gare che contano, compattezza e determinazione. E ha vinto, espugnando il “Gianni Cosimo”, con pieno merito, davanti a uno stadio stracolmo solo di tifosi vittoriesi, poiché gli avolesi erano rimasti a casa per un divieto della Questura.

Delusione e silenzio. Tutti hanno incassato la sconfitta. Ma è difficile da accettare, soprattutto per il modo in cui è maturata. Perché nessun dirigente può fare miracoli se i giocatori, dopo un campionato condotto ad alti livelli, decidono di staccare la spina. O semplicemente hanno ceduto perché non avevano più birra.

Eppure i numeri del Vittoria dicono che questa squadra aveva i numeri per far bene. E aveva fatto bene, almeno fino a marzo. Dopo la Pasqua, la squadra si è trasformata.

Il Vittoria ha conquistato sul campo 57 punti. Avrebbero potuto essere di più senza il black out finale. Ha segnato 65 gol in 30 partita. Con una media superiore a due gol a partita. Il Modica, primo classificato con 70 punti, ha segnato meno, 56 reti. A fare la differenza sono però i gol subiti. Il Vittoria ne ha subiti 33, molti di più del Modica, che ha visto gonfiarsi la propria porta solo venti volte e anche nel suo caso ha ceduto soprattutto a fine campionato. Anche l’avola ha subito solo 23 gol ì, con una media vicina a quella del Modica, ma aveva segnato poco, appena 46 gol, quindici dei quali realizzati da Flavio Dos Santos, l’attaccante che lo scorso anno era a Vittoria e che si è fatto apprezzare sia con la maglia biancorossa, sia in questa stagione con la maglia rossoblu.

E veniamo ai goleador. Il Vittoria deve molto ai gol di Salvatore Cocimano, 22 gol al suo attivo, capocannoniere del girone. Alle sue spalle l’ottimo Bonanno del Modica, con 20. Gli altri goleador del Vittoria sono Russotto, con 10 gol, Lucarelli 6, Leggio 5, Maletic ne ha segnati tre, il capitano Sferrazza 2. Ha segnato cinque gol anche il creato Luka Ankovic, che in appena tre mesi a Vittoria si era fatto apprezzare e poi ha continuato la sua stagione con la maglia del Giarre. All’attivo, per leggio, anche cinque assist decisivi.

Fin qui i numeri del Vittoria che, già la sera della sconfitta subita contro l’Avola, che ha decretato la conclusione del campionato, ha lasciato liberi ni suoi giocatori, che sono tornati a casa.

Da allora, il futuro del Vittoria è in bilico. Alcune riunioni si sono succedute e i dirigenti del Vittoria cercano la quadratura del cerchio dopo due stagioni condotte pe cercare di vincere il campionato e finite con una delusione. Il Vittoria ha investito tanto, ha speso tanti soldi, gli sponsor hanno supportato gli sforzi di due stagioni, ma si dovrà ricominciare dall’eccellenza. Dove il Vittoria sarà l’unica squadra a rappresentare la provincia iblea, visto che il Modica è stato promosso in serie d. Non ci sarà il derby tra Vittoria e Modica, ci sarà invece quello tra Ragusa e Modica, poiché il Ragusa dell’ottimo tecnico Lucenti è riuscito in extremis a conquistare la salvezza e dopo una stagione difficilissima, a centrare il miracolo.

Un quasi derby si disputerà con il Mazzarrone, mentre l’Avola, dopo aver sconfitto il Viagrande e il Vittoria, ha superato il turno successivo anche contro l’Oppido, squadra del girone della Basilicata. Ora, nella finale, affronterà il Kamarat che ha vinto il girone A dell’Eccellenza siciliana. L’Avola quindi è a un passo dal traguardo finale, dopo un campionato nemmeno tanto esaltante. Ma i play off sono un campionato a se, con altre logiche. Si ricomincia da zero. L’Avola lo ha fatto. Il Vittoria invece si è fermato. Rimandando i sogni di gloria al prossimo anno.

Un prossimo anno ancora tutto da programmare. I dirigenti vogliono dare un’impronta diversa alla stagione, a partire dalla scelta dell’allenatore.

I tifosi attendono. I dirigenti hanno il sostegno della tifoseria che invece ha spesso criticato i giocatori. Finora però nessuna decisione. E nessuna dichiarazione ufficiale. I dirigenti per ora tacciono. Da qui a breve conosceremo la loro decisione.

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